Ucciso per un debito di 30 euro
il sospettato avrebbe tentato di utilizzare le carte della vittima, senza però riuscirci
Un contrasto per una somma irrisoria, appena 30 euro, sarebbe all’origine dell’omicidio di Michelangelo Scamarcia, 68 anni, rinvenuto senza vita all’interno di un locale commerciale a Bari. Per il delitto i carabinieri hanno fermato Wei Lin, commerciante di origine cinese, ora accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Secondo quanto emerso dalle indagini, la vicenda sarebbe legata a una transazione irregolare: la vittima avrebbe utilizzato una carta collegata al reddito di inclusione per effettuare un pagamento di circa 600 euro, ottenendo in cambio denaro contante. Proprio sulla commissione trattenuta sarebbe nato il disaccordo che avrebbe fatto degenerare la situazione.
La lite, stando alla ricostruzione degli investigatori, sarebbe sfociata in un’aggressione violenta culminata con il soffocamento dell’uomo. Dopo il delitto, il corpo sarebbe stato nascosto in un deposito, chiuso all’interno di sacchi e lasciato lì per giorni. Il ritrovamento è avvenuto solo in seguito al forte odore proveniente dal locale, che ha insospettito la zona.
Le indagini hanno inoltre evidenziato che, nei giorni successivi alla morte, il sospettato avrebbe tentato di utilizzare le carte della vittima, senza però riuscirci. Un elemento che ha contribuito a indirizzare gli investigatori verso di lui.
L’uomo è stato quindi arrestato e trasferito in carcere, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire ogni dettaglio della vicenda e verificare eventuali ulteriori responsabilità.