Uccisa a Pollena, il figlio: "Mia mamma aveva 71 anni, non era una prostituta"

Uno degli aspetti più discussi della vicenda riguarda però la figura di Lyuba e il modo in cui la sua vita è stata descritta dopo la tragedia

A cura di Redazione
29 maggio 2026 08:00
Uccisa a Pollena, il figlio: "Mia mamma aveva 71 anni, non era una prostituta" -
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Dietro uno dei nomi emersi nella tragica vicenda di Pollena Trocchia c'è una storia familiare che attraversa i confini dell'Europa e che oggi chiede soprattutto una cosa: restituire dignità e identità a una donna che, secondo i suoi cari, rischia di essere ricordata soltanto come una delle vittime di un fatto di cronaca.

"Questa è una foto di Lyuba. Aveva 71 anni. Era una madre e una nonna. È stata uccisa da un mostro. Io sono suo figlio, un soldato ucraino, e verrò in Italia per il processo per raccontare chi era davvero". Con queste parole il figlio di Lyuba Hlyva ha deciso di rivolgersi alla trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?", intervenendo pubblicamente dopo la morte della madre, avvenuta lo scorso 17 maggio a Pollena Trocchia.

La donna è una delle due vittime del duplice omicidio per il quale è stato arrestato il 48enne Mario Landolfi. L'uomo ha ammesso il proprio coinvolgimento nei fatti e, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe gettato i corpi delle due donne in un vano ascensore inutilizzato all'interno di un edificio incompiuto.

L'altra vittima è Sara Tkacz, 29 anni, residente nel Casertano. L'identificazione delle due donne si è rivelata particolarmente complessa nelle prime fasi dell'inchiesta, sia per l'assenza immediata di documenti utili al riconoscimento sia per le difficoltà incontrate dagli investigatori nel rintracciare rapidamente i familiari.

A far emergere l'identità di Lyuba sarebbero stati proprio i parenti rimasti in Ucraina. Da giorni non riuscivano più a contattarla e, seguendo le notizie provenienti dall'Italia, avrebbero riconosciuto alcuni elementi che li hanno portati a sospettare che una delle vittime fosse proprio la loro congiunta. Da quel momento è iniziato un percorso che ha consentito di confermare l'identità della donna e di ricostruirne la storia personale.

Nel corso della trasmissione di Rai 3 sono emersi anche nuovi dettagli sulla possibile cronologia degli eventi. Secondo le ricostruzioni presentate dal programma, entrambe le donne sarebbero state uccise nella stessa giornata, domenica 17 maggio, a poche ore di distanza l'una dall'altra. Una tesi che si baserebbe su alcuni messaggi WhatsApp inviati da Lyuba nel pomeriggio di quel giorno sia al figlio sia a un'amica.

Per quanto riguarda Sara, gli elementi raccolti dagli investigatori e le testimonianze disponibili indicherebbero che la giovane sarebbe entrata nell'edificio di viale Europa in tarda serata, intorno alle 23. Alcuni ragazzi presenti nella zona avrebbero riferito di averla vista accedere al complesso senza però assistere alla sua uscita. Le loro dichiarazioni si sono rivelate particolarmente importanti per l'inchiesta e hanno contribuito a indirizzare gli accertamenti degli investigatori.

Uno degli aspetti più discussi della vicenda riguarda però la figura di Lyuba e il modo in cui la sua vita è stata descritta dopo la tragedia. Un'amica della donna, intervistata da "Chi l'ha visto?", ha contestato alcune delle ricostruzioni circolate nelle settimane successive al delitto.

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