Scoperto traffico di droga e armi tra la Campania e la Croazia

Contestati anche episodi di accesso illecito a dispositivi di comunicazione da parte di detenuti e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

A cura di Redazione
26 maggio 2026 15:00
Scoperto traffico di droga e armi tra la Campania e la Croazia -
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Un’operazione di vasta portata contro il traffico internazionale di droga e armi ha portato all’esecuzione di 23 misure cautelari nel Salernitano, facendo emergere l’esistenza di un’organizzazione criminale strutturata e attiva anche oltre i confini nazionali, lungo l’asse Italia–Croazia. L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno e condotta dalla Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo, con il supporto del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, ha permesso di ricostruire l’assetto del sodalizio e i ruoli dei suoi affiliati. Su richiesta della DDA, il GIP del Tribunale di Salerno ha disposto le misure cautelari nei confronti di 23 indagati: 19 in carcere e 4 agli arresti domiciliari.

Le accuse, a vario titolo, sono pesanti e comprendono associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, tentato omicidio, estorsioni consumate e tentate, introduzione e detenzione di armi da guerra, porto illegale di armi, lesioni personali, violenza privata, oltre a reati aggravati dal metodo mafioso. Contestati anche episodi di accesso illecito a dispositivi di comunicazione da parte di detenuti e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’organizzazione operava principalmente nel traffico di droga nelle piazze di spaccio di Sarno e Scafati, con ramificazioni che si estendevano anche fuori regione. Nel corso dell’attività investigativa è stata inoltre documentata una rete di distribuzione attiva in Sicilia, elemento che conferma la dimensione interregionale del sodalizio.

Un ruolo centrale nella struttura criminale sarebbe stato ricoperto da un soggetto detenuto, che avrebbe continuato a dirigere le attività dall’interno del carcere, impartendo ordini agli affiliati in libertà. Tra questi, le indicazioni sugli imprenditori da estorcere e le azioni violente da compiere per ottenere il pagamento del “pizzo”, finalizzato anche al sostegno economico dei detenuti.

Le indagini hanno inoltre ricostruito episodi di particolare violenza, tra cui l’aggressione a un detenuto nella stessa struttura carceraria del presunto capo del gruppo, che avrebbe riportato gravi fratture con una prognosi di circa 30 giorni. È emerso anche l’utilizzo illecito di telefoni cellulari all’interno degli istituti di detenzione per mantenere i contatti operativi.

Un ulteriore filone dell’inchiesta riguarda il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, realizzato attraverso un sistema di false istanze presentate sul portale del Ministero dell’Interno, sfruttando il meccanismo del cosiddetto “click day” per ottenere nulla osta al lavoro e ricongiungimenti familiari per cittadini extracomunitari.

Nel corso delle attività investigative è stato individuato anche un canale di approvvigionamento di armi, con un arresto in flagranza di uno degli indagati trovato in possesso di diverse armi, tra cui armamento da guerra. Parallelamente, grazie alla cooperazione giudiziaria internazionale tra la Procura di Salerno e l’autorità giudiziaria croata, con il supporto di Eurojust, è stato eseguito anche un mandato di arresto europeo nei confronti di un cittadino croato ritenuto coinvolto nel traffico di armi, localizzato e fermato a Zagabria.

L’inchiesta, che ha consentito di delineare con precisione l’organigramma del sodalizio criminale, rappresenta uno dei più rilevanti colpi inferti negli ultimi mesi alle reti di traffico internazionale operanti tra Italia e Balcani, confermando la complessità e la ramificazione delle attività illecite emerse.

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