Scippa costoso orologio a turista cinese, ma era falso
emerge nell’inchiesta che ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di sei presunti appartenenti al gruppo “dei Porticati”
Un orologio di lusso strappato a un turista in pieno centro a Napoli, la convinzione di avere tra le mani un pezzo da centinaia di migliaia di euro e poi la scoperta: era un falso. È uno dei dettagli più singolari emersi nell’inchiesta che ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di sei presunti appartenenti al gruppo “dei Porticati”, ritenuto vicino al clan Clan Contini dell’Alleanza di Secondigliano.
Tra gli indagati figura Antonio Raia, intercettato mentre commentava con stupore e rabbia il colpo messo a segno insieme ai complici: “Hai capito che è successo?… abbiamo preso il Richard Mille bianco… ma non è buono”, dice in una conversazione finita agli atti dell’indagine.
Secondo gli investigatori, il gruppo sarebbe riconducibile all’orbita criminale guidata da Patrizio Bosti, nipote dell’omonimo boss e figlio del ras Ettore Bosti.
Il riscontro concreto arriva il 3 settembre 2022, quando gli agenti del commissariato San Carlo Arena controllano un furgone Fiat Ducato bianco tra vico II Fontanelle e via Marco Aurelio Severino, zona considerata base operativa del gruppo. All’interno del mezzo vengono trovati due pistole a salve, una spada, indumenti scuri e soprattutto un orologio Richard Mille bianco con il cinturino spezzato.
Gli investigatori ricostruiscono così il collegamento con una rapina avvenuta pochi giorni prima nella zona di Piazza Garibaldi ai danni di un turista cinese, mai identificato ufficialmente. Secondo quanto emerge dalle intercettazioni, la vittima indossava abiti firmati Louis Vuitton e sarebbe stata aggredita proprio per strappargli l’orologio dal polso.
Dalle telefonate captate emerge anche il retroscena quasi surreale del colpo: i rapinatori avevano inizialmente creduto di avere rubato un modello autentico dal valore di circa 390mila euro, salvo poi scoprire che si trattava di una replica. Un dettaglio che, secondo il gip, potrebbe spiegare anche perché il turista non abbia mai sporto denuncia: probabilmente sapeva già che l’orologio fosse contraffatto.
Nelle conversazioni intercettate, Antonio Raia racconta inoltre che non sarebbe stato il primo episodio simile. In un dialogo con un detenuto nel carcere di Carcere di Poggioreale, sostiene infatti di avere già rapinato in passato un altro Richard Mille a Ibiza, sottratto a un uomo appena uscito dal casinò.
Le indagini della Polizia di Stato, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, puntano ora a ricostruire tutti i ruoli all’interno del gruppo e i collegamenti con le dinamiche criminali dell’area nord della città.