Rifiuti interrati tra vigneti e uliveti

i rifiuti venivano classificati in modo fittizio e accompagnati da documentazione falsificata

A cura di Redazione
28 maggio 2026 19:00
Rifiuti interrati tra vigneti e uliveti -
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È scattata nelle prime ore del mattino una vasta operazione contro un presunto sistema di traffico illecito di rifiuti speciali tra Campania e Puglia, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari con il supporto della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. L’indagine ha portato all’esecuzione di 19 misure cautelari nei confronti di persone ritenute coinvolte in un’organizzazione criminale dedita allo smaltimento abusivo di ingenti quantità di rifiuti industriali e urbani. Le operazioni sono state condotte dai Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Napoli, insieme ai militari del NOE di Bari e ai comandi provinciali dell’Arma in diverse città italiane.

Secondo quanto emerso, il sistema illecito sarebbe stato attivo dal 2023 e avrebbe gestito il trasferimento di rifiuti provenienti da impianti situati principalmente nelle province di Napoli, Caserta, Salerno, Roma e Brindisi, per poi essere smaltiti in modo irregolare in aree rurali, cave dismesse, vigneti, uliveti e capannoni abbandonati tra le province di Foggia, Bari e altre zone limitrofe.

Le misure cautelari disposte dal gip del Tribunale di Bari riguardano sei arresti domiciliari, sette obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e sei interdizioni dall’attività imprenditoriale. Complessivamente gli indagati sono trenta. Tra gli arrestati figurano diversi soggetti ritenuti coinvolti nell’organizzazione operativa del sistema illecito.

Le indagini, sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche, pedinamenti, videoriprese e sistemi di tracciamento elettronico, avrebbero consentito di ricostruire una struttura stabile e organizzata. Secondo gli investigatori, i rifiuti venivano classificati in modo fittizio e accompagnati da documentazione falsificata che indicava siti di destinazione regolari, in realtà inesistenti o mai utilizzati.

Il quantitativo di rifiuti smaltiti illegalmente sarebbe di migliaia di tonnellate, comprendendo scarti industriali, rifiuti tessili e frazioni urbane indifferenziate. L’obiettivo del sistema, secondo l’accusa, era ridurre drasticamente i costi di smaltimento eludendo le normative ambientali.

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