Ecco il nuovo modello di collegamento di Napoli e provincia
“cerniera tra Europa e Mediterraneo”, secondo la visione strategica delineata dal Piano Territoriale Metropolitano
La Città Metropolitana di Napoli si candida a diventare una “cerniera tra Europa e Mediterraneo”, secondo la visione strategica delineata dal Piano Territoriale Metropolitano (PTM), presentato questa mattina al Forum Metropolitano nell’ambito del percorso partecipato che porterà alla sua approvazione. Il documento, illustrato nell’aula di Santa Maria la Nova, rappresenta lo strumento fondamentale di pianificazione territoriale dell’Ente di piazza Matteotti e punta a definire un modello di sviluppo fondato su innovazione, sostenibilità e qualità territoriale. L’obiettivo è costruire un sistema produttivo più efficiente e resiliente, capace di attrarre investimenti qualificati senza consumo di nuovo suolo, trasformando l’intero territorio metropolitano in un generatore stabile di valore nel lungo periodo.
Un piano per governare la trasformazione del territorio
Il PTM nasce come quadro unitario di riferimento per i 92 comuni dell’area metropolitana, con la funzione di coordinare politiche urbanistiche, infrastrutturali, ambientali ed economiche. Il piano parte da un’analisi approfondita dello stato attuale del territorio, caratterizzato da un’elevata densità abitativa, un patrimonio storico-culturale diffuso e, al tempo stesso, da criticità strutturali come la frammentazione ecologica, la pressione sul suolo, i rischi naturali e alcune fragilità socioeconomiche.
Tra queste emergono fenomeni come l’emigrazione giovanile e la bassa partecipazione femminile al mercato del lavoro, elementi che si inseriscono in un contesto in cui eccellenze e fragilità convivono strettamente.
Rigenerazione urbana e stop al consumo di suolo
Uno dei pilastri del piano è il contrasto al consumo di suolo, attraverso la tutela delle aree agricole strategiche e la promozione della rigenerazione urbana. L’obiettivo è attrarre investimenti non attraverso nuove espansioni edilizie, ma mediante la riqualificazione delle aree esistenti e il riuso del patrimonio già urbanizzato.
In questa direzione si inserisce anche la creazione dell’Infrastruttura Verde Metropolitane (IVM), pensata per rafforzare le reti ecologiche e migliorare la qualità ambientale complessiva del territorio.
Turismo diffuso e valorizzazione culturale
Il piano dedica grande attenzione al patrimonio culturale e al turismo, settore in forte crescita ma ancora fortemente polarizzato. Con un incremento del +25,9% rispetto al 2022, il comparto mostra performance superiori alla media nazionale, ma concentrate soprattutto sui grandi attrattori.
La strategia proposta mira a un modello di turismo diffuso, basato su reti territoriali e itinerari culturali che, accanto ai siti UNESCO di Pompei, Ercolano, Oplontis e Stabia, valorizzino anche aree meno conosciute come Cuma, Baia, Pozzuoli, il Pausilypon e il sistema della via virgiliana.
Mobilità sostenibile e infrastrutture integrate
Un altro asse strategico riguarda la mobilità sostenibile. Il PTM prevede lo sviluppo di una rete ciclabile metropolitana di 620 km, con 150 km già in fase di attuazione o progettazione, integrata con velostazioni e nodi di interscambio tra treni, metropolitane e porti.
Parallelamente, il piano punta a rafforzare le connessioni tra le principali centralità territoriali — tra cui Giugliano, Pozzuoli, Bagnoli, Afragola, Nola, Castellammare di Stabia e Sorrento — in un’ottica policentrica e interconnessa.
Sicurezza del territorio e adattamento climatico
Il documento affronta anche il tema della sicurezza territoriale, con particolare attenzione ai rischi idrogeologici, sismici e bradisismici, oltre alle problematiche legate all’erosione costiera. Centrale è inoltre la strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, integrata nelle politiche di trasformazione urbana e infrastrutturale.
Le azioni prioritarie e la governance del piano
Tra le azioni prioritarie per il primo triennio figurano interventi nei Campi Flegrei per la valorizzazione dei beni ambientali e culturali, la ridefinizione degli assetti della costa vesuviana, lo sviluppo delle infrastrutture di connessione Est-Ovest e la realizzazione di un collegamento tra Napoli Porta Est e Napoli Afragola, accompagnato da un parco agricolo e una rete ciclopedonale.
Il piano introduce inoltre la suddivisione del territorio in 10 Zone Omogenee, non come nuovi livelli amministrativi, ma come strumenti di governance intermedia per migliorare il coordinamento tra scala comunale e metropolitana.
Il percorso verso l’approvazione
Il PTM proseguirà ora l’iter istituzionale: sarà sottoposto alla Conferenza Metropolitana per il parere, quindi al Consiglio Metropolitano per l’adozione. Successivamente si aprirà la fase delle osservazioni pubbliche, con il coinvolgimento di enti, associazioni e stakeholder.
Dopo l’esame delle proposte di modifica e l’integrazione del documento, saranno acquisiti i pareri previsti dalla normativa, inclusa la Valutazione Ambientale Strategica. Il piano tornerà infine in Consiglio per l’approvazione definitiva e la successiva pubblicazione sul BURC.
Con il PTM, la Città Metropolitana di Napoli punta così a definire una visione di lungo periodo che unisca sviluppo economico, sostenibilità ambientale e coesione territoriale, rafforzando il proprio ruolo strategico nel Mediterraneo.