Soldi e anche "prestazioni" per i documenti agli immigrati
Oltre ai numerosi cittadini stranieri coinvolti, tra gli indagati figurano anche altri due ex dipendenti comunali e un ex consigliere della terza Municipalità
Sono circa 120 le persone finite sotto indagine nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli che ha portato alla luce un sistema illecito legato al rilascio di documenti anagrafici, tra cui carte d’identità e certificati di residenza, a favore di cittadini stranieri. Al centro della vicenda ci sarebbero due ex dipendenti delle Municipalità cittadine – in particolare della seconda e della terza – insieme a un cittadino di origine bengalese che avrebbe svolto il ruolo di intermediario. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, quest’ultimo avrebbe chiesto somme comprese tra i 100 e i 500 euro per facilitare le pratiche di immigrati provenienti da diverse nazionalità, tra cui bengalesi, cinesi, pakistani e romeni.
Per uno degli ex impiegati comunali emerge anche un’accusa particolarmente grave: avrebbe concesso il rilascio dei documenti in cambio di prestazioni sessuali. Gli episodi contestati sarebbero quattro, avvenuti tra giugno e novembre del 2021.
Oltre ai numerosi cittadini stranieri coinvolti, tra gli indagati figurano anche altri due ex dipendenti comunali e un ex consigliere della terza Municipalità. L’indagine mira ora a chiarire nel dettaglio il funzionamento del sistema e le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti, ricordando che tutti gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale condanna definitiva.