Seconda scia luminosa sui cieli della Campania

Le immagini più nitide sono state registrate dal sistema di monitoraggio dell’Associazione Arma Aeronautica

A cura di Redazione
16 aprile 2026 20:30
Seconda scia luminosa sui cieli della Campania -
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Non era una meteora né un fenomeno naturale: lo spettacolo che ha illuminato i cieli del Centro-Sud Italia all’alba del 13 aprile 2026 è stato il rientro incontrollato di un detrito spaziale. Alle 05:44 ora italiana, una lunga scia luminosa, dalle tonalità gialle e rosse, ha attraversato il cielo sopra Campania, Puglia e Molise, catturando l’attenzione di centinaia di testimoni. Il fenomeno, reso ancora più suggestivo dalla luce del crepuscolo, si è progressivamente frammentato in più parti, dando l’impressione di una vera e propria “pioggia di fuoco”.

Le immagini più nitide sono state registrate dal sistema di monitoraggio dell’Associazione Arma Aeronautica – sezione di Caserta – e analizzate dagli esperti del settore, tra cui il generale Elia Rubino. A contribuire allo studio anche l’ingegnere aerospaziale Raffaele Minichini.

Fin dalle prime analisi, gli specialisti hanno escluso l’ipotesi di un meteoroide, come quello del celebre meteora di Čeljabinsk, puntando invece su un rientro artificiale. E la conferma è arrivata in poche ore.

L’oggetto responsabile è stato identificato nel secondo stadio del razzo Kinetika-2, lanciato il 31 marzo dal centro spaziale di Jiuquan. Il frammento, classificato con codice NORAD, ha seguito una traiettoria perfettamente compatibile con il passaggio osservato sopra l’Italia meridionale.

Durante il rientro, l’attrito con l’atmosfera ha provocato il surriscaldamento e la progressiva disintegrazione del corpo principale. I frammenti, incendiandosi, hanno generato le spettacolari scie luminose visibili anche a grande distanza.

Secondo gli esperti, la dinamica osservata – traiettoria, velocità e frammentazione – è tipica dei rientri incontrollati di detriti spaziali, sempre più frequenti con l’aumento delle attività in orbita.

Uno spettacolo affascinante, dunque, ma anche un promemoria concreto: lo spazio sopra le nostre teste è sempre più affollato, e ciò che accade lassù può, a volte, lasciare tracce ben visibili anche qui sulla Terra.

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