Presi in ostaggio e seviziati per un'auto danneggiata
Determinante, nelle ore successive, l’intervento dei Carabinieri, allertati dal fratello di una delle vittime
Una fuga disperata, sospesa tra la vita e la morte, pur di sottrarsi a violenze e minacce. È quanto accaduto nel quartiere San Basilio, alla periferia di Roma, dove due uomini sequestrati e brutalmente picchiati sono riusciti a salvarsi compiendo un gesto estremo: scavalcare il balcone di un appartamento al sesto piano, rischiando un volo di oltre dieci metri.
I fatti risalgono al 23 febbraio scorso, ma la vicenda è tornata al centro dell’attenzione anche per un video, diventato virale sui social, che mostra il momento in cui le vittime si arrampicano da un balcone all’altro per sfuggire ai loro aguzzini. Un’azione dettata dal terrore: i sequestratori avevano minacciato di tornare e continuare il pestaggio, dopo averli rinchiusi in casa.
All’origine della violenza, una richiesta di denaro. I responsabili pretendevano almeno 3.600 euro come risarcimento per danni a un’auto noleggiata dalle vittime. “Da qui non esci”, avrebbero detto a uno dei due uomini, trasformando l’appartamento in una vera e propria prigione.
Determinante, nelle ore successive, l’intervento dei Carabinieri, allertati dal fratello di una delle vittime dopo aver ricevuto un messaggio di aiuto. I militari sono intervenuti in via via Giovanni Palombini, mentre i Vigili del Fuoco hanno contribuito a mettere in salvo i due uomini. Al loro arrivo, però, i sequestratori erano già fuggiti.
In un primo momento, nonostante le evidenti ferite, le vittime non hanno fornito dettagli su quanto accaduto. Solo grazie alle indagini successive, ai referti medici e agli elementi raccolti, gli investigatori sono riusciti a ricostruire l’intera vicenda.
Sono così scattati gli arresti: in carcere è finito Francesco Cosco, classe 1992, mentre per Alessandro Lo Bianco, 1974, e Alessandro Crawford sono stati disposti gli arresti domiciliari. Tutti devono rispondere di sequestro di persona a scopo di estorsione, lesioni aggravate e detenzione illegale di armi.
Le indagini hanno ricostruito una dinamica particolarmente violenta: una delle vittime sarebbe stata costretta a seguire uno degli aggressori fino all’appartamento, dove è stata immobilizzata e minacciata di morte. Sotto coercizione, avrebbe chiamato un amico, attirato a sua volta nella trappola e poi picchiato, anche con il calcio di una pistola.
Il debito complessivo ammontava a 6mila euro, in parte già restituiti. Le violenze sarebbero servite ad accelerare il pagamento della somma restante. Durante l’aggressione, uno degli arrestati avrebbe persino mostrato il braccialetto elettronico che portava alla caviglia.
Dopo il pestaggio, i sequestratori – insieme a una quarta persona ancora non identificata – si sarebbero allontanati, lasciando i due uomini chiusi nell’appartamento. È stato a quel punto che le vittime, riuscite a liberarsi, hanno tentato inutilmente di uscire dalla porta, trovandola bloccata. Senza alternative, hanno deciso di rischiare tutto, scavalcando il balcone e trovando rifugio nell’abitazione accanto.
Una scelta estrema che, alla fine, ha salvato loro la vita.