Perseguita, minaccia e diffama il sindaco per un appalto: arrestato imprenditore

avrebbe messo in atto un vero e proprio sistema di pressione per costringere il primo cittadino ad assecondare le sue richieste

A cura di Redazione
27 aprile 2026 12:30
Perseguita, minaccia e diffama il sindaco per un appalto: arrestato imprenditore -
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Un sistema di pressioni e intimidazioni per ottenere appalti pubblici: è quanto emerge da un’indagine della Guardia di Finanza che ha portato agli arresti domiciliari di un imprenditore edile nel Casertano.

I finanzieri del Comando provinciale di Caserta hanno eseguito un’ordinanza del gip del Tribunale di Cassino nei confronti di Mirko Romanelli, 34 anni, originario di Mignano Monte Lungo. L’uomo è accusato di estorsione, turbata libertà degli incanti e atti persecutori. Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Cassino e condotta dalla tenenza della Guardia di Finanza di Sessa Aurunca, ci sarebbero le condotte intimidatorie messe in atto dall’indagato nei confronti del sindaco di Presenzano, piccolo comune della provincia di Caserta al confine con il Molise.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’imprenditore avrebbe messo in atto un vero e proprio sistema di pressione per costringere il primo cittadino ad assecondare le sue richieste, legate all’aggiudicazione pilotata di appalti pubblici e al pagamento indebito di oltre 40mila euro per lavori mai eseguiti.

Le modalità sarebbero state particolarmente invasive e reiterate nel tempo: appostamenti sotto casa, pedinamenti, telefonate anonime, messaggi sui social network, contatti diretti sia presso l’abitazione privata del sindaco sia negli uffici comunali. A queste si aggiungerebbero anche episodi di diffamazione e minacce esplicite, tali da configurare – secondo gli inquirenti – un quadro di atti persecutori.

L’obiettivo principale sarebbe stato quello di ottenere l’aggiudicazione di un appalto pubblico del valore di circa 2,5 milioni di euro, oltre ad altri vantaggi economici illeciti. Un disegno che, sempre secondo l’accusa, mirava a condizionare l’attività amministrativa del Comune.

Alla luce degli elementi raccolti, il giudice per le indagini preliminari ha disposto per il 34enne gli arresti domiciliari, accogliendo la richiesta della Procura. Contestualmente è stata applicata anche la misura interdittiva del divieto di esercitare l’attività imprenditoriale per la durata di un anno.

Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e verificare se vi siano stati altri episodi analoghi o soggetti coinvolti nel presunto sistema illecito.

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