Offende il figlio disabile, interviene il giudice

Oltre ai maltrattamenti, alla donna vengono contestati anche i reati di estorsione aggravata e peculato

A cura di Redazione
07 aprile 2026 13:00
Offende il figlio disabile, interviene il giudice -
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Una vicenda familiare dai contorni drammatici emerge da Napoli, dove una donna di 59 anni è finita al centro di un’inchiesta per presunti maltrattamenti nei confronti del figlio, un uomo di 35 anni invalido al 100%. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti della Procura partenopea, la donna avrebbe sottoposto il figlio a continue vessazioni, fatte di insulti e umiliazioni. Frasi come “non sei mio figlio, sei un fastidio” sarebbero state pronunciate ripetutamente, generando nella vittima una profonda sofferenza psicologica, accompagnata anche da manifestazioni fisiche come ansia, vomito e altri disturbi.

Il giudice per le indagini preliminari ha disposto nei confronti della 59enne un divieto di avvicinamento, con applicazione del braccialetto elettronico, accogliendo la richiesta della Procura, rappresentata dal pubblico ministero Valeria Vinci e dal procuratore aggiunto Falcone.

Oltre ai maltrattamenti, alla donna vengono contestati anche i reati di estorsione aggravata e peculato. Stando alle indagini, infatti, il figlio – che percepisce una pensione di invalidità di circa 1.200 euro al mese – sarebbe stato costretto a versare denaro alla madre con la minaccia di essere cacciato di casa. Circostanza che, secondo gli investigatori, si sarebbe poi concretizzata: da alcuni mesi il 35enne vive autonomamente.

Le richieste di denaro sarebbero state sistematiche e documentate in un arco temporale che va dal 2021 al 2025. Nel 2022, inoltre, la donna era stata nominata amministratrice di sostegno del figlio, acquisendo così la gestione delle sue risorse economiche.

Tra gli episodi sotto esame figura anche un prelievo di 25mila euro effettuato nel giugno 2024, legato a una polizza assicurativa intestata alla donna ma priva, secondo quanto emerso, di adeguata documentazione.

Nell’ordinanza firmata dal giudice Fabrizia Fiore si evidenzia come i comportamenti contestati abbiano compromesso gravemente la dignità e il benessere psicofisico della vittima, rendendogli la vita quotidiana estremamente difficile. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda.

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