Mamma irpina e padre cilentano, Matarazzo conquista la Coppa del Re
senza dimenticare l’ammirazione inevitabile per Diego Armando Maradona
Dalla Campania alla Copa del Rey, il passo è breve quando la storia si intreccia con il destino. Pellegrino Matarazzo ha firmato una notte da ricordare, guidando la Real Sociedad a un successo pesantissimo contro l’Atletico Madrid di Diego Pablo Simeone, deciso solo ai calci di rigore dopo una gara vibrante, ricca di ribaltamenti e tensione. Due volte avanti nel punteggio, la squadra basca si è fatta riprendere, ma non ha mai smesso di crederci, trovando infine la forza mentale per completare l’opera dal dischetto.
Una vittoria che vale molto più di un trofeo. Con questo trionfo, infatti, la Real Sociedad stacca automaticamente il pass per la prossima Europa League, coronando una stagione che fino a pochi mesi fa sembrava compromessa, con la squadra addirittura risucchiata nelle zone basse della classifica e a rischio retrocessione. Oggi lo scenario è completamente ribaltato: le ultime giornate di Liga diventano una passerella, mentre la programmazione futura può già prendere forma con largo anticipo.
Il segreto della rinascita porta la firma di Matarazzo, tecnico dal profilo internazionale ma con radici profondissime nel Sud Italia. Nato nel New Jersey da una famiglia campana, con il padre originario di Ospedaletto d’Alpinolo, in provincia di Avellino, e la madre legata al Cilento, il tecnico 49enne ha sempre mantenuto un legame forte con le sue origini. Non a caso, il suo matrimonio si è celebrato proprio in Irpinia, al Santuario di Montevergine, luogo simbolico della sua storia personale.
Cresciuto con la passione per il calcio e con l’Avellino nel cuore, Matarazzo ha vissuto da giovane anche l’emozione dei Mondiali di Usa ’94. I suoi modelli sono stati i grandi del calcio italiano: Baggio, Baresi, Maldini e Donadoni, senza dimenticare l’ammirazione inevitabile per Diego Armando Maradona. Fuori dal campo, una curiosità: la passione per la musica napoletana, con Nino D’Angelo tra i suoi riferimenti giovanili.
Laureato in matematica alla Columbia University, Matarazzo ha costruito la sua carriera con metodo e visione. La svolta arriva in Germania, dove entra nello staff di Julian Nagelsmann, oggi commissario tecnico della nazionale tedesca. Da lì prende il via un percorso in continua crescita: prima lo Stoccarda, con cui centra una promozione e due salvezze tranquille in Bundesliga, poi l’Hoffenheim, dove riesce a risollevare una squadra in difficoltà fino a portarla in Europa League.
L’approdo alla Real Sociedad arriva a stagione in corso, con il club in piena crisi e a rischio crollo. Matarazzo impone subito la sua idea di calcio: organizzazione, aggressività e verticalità. I risultati non tardano ad arrivare, con una risalita costante in classifica e un percorso sorprendente in Coppa del Re, culminato proprio con il successo sull’Atletico Madrid.
Ora lo sguardo è già rivolto al futuro. La qualificazione europea è una base solida da cui ripartire, ma soprattutto è la conferma di un tecnico capace di incidere subito. Il suo calcio offensivo, ispirato ai grandi innovatori come Nagelsmann, Guardiola, Sarri e Gasperini, ha trovato terreno fertile in Spagna.
E mentre la Real Sociedad festeggia, resta una suggestione che attraversa l’Europa: quella di un possibile approdo futuro in Serie A. Perché la storia di Pellegrino Matarazzo, da Ospedaletto d’Alpinolo ai palcoscenici internazionali, sembra solo all’inizio tra Italia e Europa, con ambizioni sempre più alte oggi e una stagione che può ancora regalare soddisfazioni inattese ora.