La cugina di Fabio: "Un bravo ragazzo, lavorava sodo"

«Non frequentava discoteche, non cercava guai, la sua routine era semplice, fatta di poche cose»

A cura di Redazione
08 aprile 2026 14:30
La cugina di Fabio: "Un bravo ragazzo, lavorava sodo" -
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Un giovane dedito al lavoro, legato profondamente alla famiglia e con una vita fatta di abitudini semplici. È questo il ritratto di Fabio Ascione, il 20enne ucciso a Napoli, nelle parole di amici e parenti ancora sotto shock per quanto accaduto. Fabio lavorava in una sala bingo, spesso durante turni notturni. Proprio al termine di uno di questi turni avrebbe effettuato l’ultima telefonata alla madre, con cui aveva un rapporto molto stretto. Una quotidianità fatta di sacrifici, raccontano i familiari, che rende ancora più incomprensibile la tragedia.

«Mio cugino lavorava di notte, praticamente non viveva – racconta Martina, visibilmente provata – e non è giusto morire così, senza motivo». La giovane insiste nel sottolineare come Fabio fosse estraneo a contesti criminali: «Era un ragazzo perbene, non aveva nulla a che fare con ambienti sbagliati. Ognuno sceglie la propria strada, ma lui non aveva scelto quella».

Anche lo stile di vita del 20enne viene descritto come estremamente tranquillo: dal lavoro al bar per un caffè o qualcosa da mangiare, poi il ritorno a casa. «Non frequentava discoteche, non cercava guai – aggiunge la cugina – la sua routine era semplice, fatta di poche cose».

Un racconto confermato anche da uno degli amici più stretti, cresciuto insieme a lui: «Fabio era un bravo ragazzo, lavorava e basta. Non si metteva nei problemi e non li cercava. Era il tipo di persona che, anche dopo una discussione, cercava subito di chiarire».

Tra i familiari resta lo sgomento e anche il tentativo di trovare una spiegazione a quanto accaduto. Tra le ipotesi avanzate, quella di uno scambio di persona: «Forse volevano colpire qualcun altro – ipotizza Martina – e invece è toccato a lui, che non c’entrava nulla. È per questo che facciamo ancora fatica a crederci».

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