Domenico, saranno esaminati entrambi i cuori

“È un esame che deve essere effettuato perché restano interrogativi ai quali è necessario dare una risposta”

A cura di Redazione
13 aprile 2026 17:00
Domenico, saranno esaminati entrambi i cuori -
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È stata depositata al giudice per le indagini preliminari una richiesta formale affinché al prossimo incidente probatorio, fissato per il 28 aprile presso il Policlinico di Bari, sia presente anche il cuore malato del piccolo Domenico Caliendo, espiantato prima del trapianto dell’organo sostitutivo.

A comunicarlo è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bambino, che nelle scorse ore aveva già anticipato in un’intervista televisiva su Canale 9 l’intenzione di rivolgersi all’autorità giudiziaria per ottenere l’autorizzazione. Secondo il legale, si tratterebbe di un passaggio fondamentale per chiarire alcuni aspetti ancora controversi del caso.

“È un esame che deve essere effettuato – ha dichiarato Petruzzi – perché restano interrogativi ai quali è necessario dare una risposta”. L’avvocato ha inoltre sottolineato come la presenza dell’organo espiantato possa essere determinante nell’ambito degli accertamenti tecnici previsti nell’incidente probatorio.

Nel corso dell’intervista televisiva, il legale ha anche fatto riferimento alla possibilità di un nuovo interrogatorio per il cardiochirurgo Guido Oppido e per la sua vice Emma Bergonzoni, già ascoltati nei giorni scorsi dal gip di Napoli nell’ambito del procedimento che li vede indagati per falso. Secondo l’ipotesi accusatoria, i due medici avrebbero apportato modifiche alla cartella clinica del piccolo paziente.

L’eventuale nuova audizione, qualora venisse disposta, viene definita dal difensore come un passaggio “irrituale”. “Qualcosa deve essere accaduto durante gli interrogatori precedenti – ha aggiunto Petruzzi – e sarà necessario chiarire perché si renda necessario ripeterli”.

Il legale ha inoltre richiamato l’attenzione su un ulteriore caso clinico seguito dalla fondazione dedicata al piccolo Domenico: quello di una bambina deceduta al Monaldi 58 giorni prima dell’intervento sul bambino, nell’ottobre 2025. Secondo quanto riferito, la documentazione clinica sarebbe ora oggetto di studio.

In questo caso, il legale sostiene che la piccola paziente sarebbe stata seguita con un approccio “attendista non giustificato”, senza che nelle cartelle emergano motivazioni cliniche adeguate a tale scelta. Una gestione che, sempre secondo l’avvocato, avrebbe potuto compromettere le possibilità di sopravvivenza, soprattutto in presenza di una diagnosi prenatale di malformazione che avrebbe richiesto un intervento tempestivo.

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