Cardiopatico terminale salvato al Monaldi con un trapianto

La presa di posizione arriva in un momento delicato, segnato dalla vicenda del piccolo Domenico Caliendo

A cura di Redazione
04 aprile 2026 08:30
Cardiopatico terminale salvato al Monaldi con un trapianto -
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Un intervento salvavita riuscito e, allo stesso tempo, una richiesta di equilibrio nel racconto pubblico della sanità. Sono questi i due elementi che emergono da quanto accaduto all’Ospedale Monaldi, struttura di riferimento per la cardiochirurgia in Campania.

Un trapianto che salva la vita

Nei giorni scorsi, un paziente affetto da una grave cardiopatia dilatativa in fase terminale è stato salvato grazie a un trapianto di cuore eseguito con successo dall’équipe guidata dal cardiochirurgo Claudio Marra.

Un intervento complesso, portato a termine con esito positivo, che conferma ancora una volta l’elevato livello di specializzazione raggiunto dalla struttura napoletana.

La lettera dei medici

Dopo l’operazione, i responsabili delle Unità Operative dell’area medica dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, di cui fa parte il Monaldi, hanno deciso di rendere pubblica una lettera per ribadire il valore del lavoro quotidiano svolto dai professionisti della sanità.

Nel documento si sottolinea come l’attività assistenziale prosegua senza interruzioni, garantendo ogni giorno la cura di numerosi pazienti nel rispetto di standard elevati di qualità e sicurezza. Viene inoltre evidenziata l’importanza della stabilità organizzativa e della continuità dei percorsi clinici per assicurare efficacia nelle cure.

Il riferimento al caso del piccolo Domenico

La presa di posizione arriva in un momento delicato, segnato dalla vicenda del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo deceduto proprio al Monaldi a seguito di un trapianto cardiaco non riuscito. Su quel caso sono attualmente in corso accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria, che coinvolgono diversi medici della struttura.

Proprio alla luce di questa vicenda, i professionisti dell’azienda ospedaliera hanno voluto richiamare l’attenzione sulla necessità di evitare generalizzazioni che possano mettere in discussione l’intero operato della comunità medica.

Un appello alla responsabilità

Nel testo, i medici ricordano come l’ospedale rappresenti da anni un punto di riferimento per patologie complesse, con risultati clinici consolidati e competenze riconosciute anche a livello nazionale.

Allo stesso tempo, ribadiscono di operare in un clima di collaborazione e responsabilità condivisa, nel pieno rispetto delle indagini in corso.

Da qui l’appello finale: affrontare vicende così delicate con equilibrio, evitando semplificazioni che non riflettono la realtà quotidiana del lavoro sanitario. Episodi singoli, per quanto gravi, non possono essere considerati rappresentativi dell’impegno e dei valori che guidano ogni giorno medici e operatori.

Un messaggio che invita a distinguere tra responsabilità individuali – che saranno accertate nelle sedi competenti – e il lavoro complessivo di una struttura che continua a salvare vite e a garantire assistenza a centinaia di pazienti.

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