Boato e scia luminosa in Campania, mistero risolto
A chiarire la natura del fenomeno sono stati gli esperti dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte
Uno spettacolo affascinante ma perfettamente spiegabile dal punto di vista scientifico quello osservato nei cieli di Napoli e in gran parte del Sud Italia nelle prime ore del mattino. Intorno alle 5.44, una lunga scia luminosa ha attraversato il cielo, attirando l’attenzione di numerosi cittadini e generando anche segnalazioni di un boato avvertito pochi istanti prima o durante il passaggio.
A chiarire la natura del fenomeno sono stati gli esperti dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, secondo cui si è trattato con ogni probabilità del rientro in atmosfera di un razzo vettore, utilizzato per il lancio di satelliti nello spazio. Una volta entrato negli strati più densi dell’atmosfera terrestre, il corpo ha iniziato a surriscaldarsi fino a incendiarsi, disintegrandosi progressivamente in numerosi frammenti più piccoli e dando origine alla spettacolare scia luminosa osservata a occhio nudo.
Gli specialisti sottolineano che si tratta di eventi relativamente frequenti e, soprattutto, non pericolosi: i detriti che riescono a sopravvivere alla combustione sono generalmente di dimensioni molto ridotte e si disperdono prima di raggiungere il suolo o arrivano completamente privi di energia significativa.
A confermare questa interpretazione è anche Edgardo Filippone, presidente dell’Unione Astrofili Napoletani, che non esclude del tutto ipotesi alternative, come quella di un bolide – ovvero una meteora particolarmente luminosa – o il rientro di un modulo spaziale. Tuttavia, l’analisi della traiettoria e della frammentazione osservata porta a ritenere più probabile l’origine artificiale.
Filippone evidenzia inoltre come episodi di questo tipo siano destinati ad aumentare nel tempo. Il motivo è legato alla crescente presenza di “spazzatura spaziale”, composta da satelliti dismessi, frammenti di missioni e componenti di razzi. In particolare, progetti come Starlink e altre costellazioni in orbita stanno contribuendo ad affollare sempre di più lo spazio circumterrestre.
Per monitorare questi fenomeni, gli esperti consigliano di consultare piattaforme dedicate come il progetto PRISMA dell’INAF e i sistemi di tracciamento della NASA, che registrano i rientri atmosferici – sia controllati che accidentali – degli oggetti artificiali.
In definitiva, quello che molti hanno vissuto come un evento misterioso o straordinario è in realtà un fenomeno noto alla comunità scientifica: suggestivo, scenografico e sempre capace di stupire, ma privo di rischi per chi osserva da terra.