Aumenta anche l'affitto delle case popolari
Il nuovo sistema tariffario, in realtà, è già in vigore dal 1° gennaio 2025, ma finora non era stato ancora applicato
Aumenti in arrivo per gli inquilini delle case popolari a Napoli: a partire da maggio entreranno in vigore i nuovi canoni, con rincari che in alcuni casi potranno arrivare fino a 280 euro mensili. Tuttavia, per la quota più ampia degli assegnatari — circa il 45% delle famiglie — l’incremento medio sarà più contenuto, pari a circa 9,4 euro al mese.
Oltre agli adeguamenti mensili, è previsto anche un conguaglio una tantum che verrà notificato a luglio. Si tratta di circa 18mila avvisi di pagamento relativi al periodo compreso tra gennaio 2025 e aprile 2026, con importi generalmente compresi tra i 100 e i 500 euro. In casi isolati, però, le cifre potrebbero raggiungere anche i 20mila euro, soprattutto per chi non ha presentato la Dichiarazione sostitutiva unica aggiornata ai fini Isee.
Il nuovo sistema tariffario, in realtà, è già in vigore dal 1° gennaio 2025, ma finora non era stato ancora applicato. L’effettivo impatto sulle bollette degli affitti si vedrà dunque a partire dal prossimo mese, mentre a metà estate arriverà il saldo arretrato, rendendo particolarmente pesante il periodo per molte famiglie napoletane.
A sollevare forti preoccupazioni è il sindacato Sila Federinquilini, che ha espresso netta contrarietà dopo un incontro con il Comune di Napoli tenutosi il 23 aprile. Alla riunione hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore al Bilancio Pier Paolo Baretta, tecnici comunali e rappresentanti di NapoliServizi.
Secondo il sindacato, gli aumenti sarebbero stati calcolati senza aggiornare parametri fondamentali per la determinazione dei canoni, come il livello di degrado delle zone e lo stato manutentivo degli immobili. Si tratta di criteri che, denunciano, non vengono rivisti dal 1978, nonostante un ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio comunale ne avesse richiesto la revisione.
Per il Sila Federinquilini, un aggiornamento di questi indicatori porterebbe automaticamente a una riduzione degli aumenti, rendendoli più coerenti con le reali condizioni degli alloggi, spesso caratterizzati da criticità strutturali.
Il sindacato ha quindi chiesto all’amministrazione comunale di sospendere l’applicazione dei nuovi canoni fino all’approvazione di una delibera che adegui i parametri di calcolo. In caso contrario, annuncia, saranno avviate iniziative a tutela degli inquilini, anche attraverso azioni legali, per difendere i diritti degli assegnatari delle abitazioni popolari.