Attenti al falso WhatsApp per spiare gli utenti

La società coinvolta era già stata citata in passato in relazione allo sviluppo dello spyware “Spyrtacus”

A cura di Redazione
04 aprile 2026 21:00
Attenti al falso WhatsApp per spiare gli utenti -
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Un sofisticato caso di spionaggio digitale ha coinvolto circa 200 utenti, in gran parte italiani, finiti nel mirino di una versione contraffatta di WhatsApp. A scoprire l’operazione è stata la stessa piattaforma del gruppo Meta, che ha annunciato l’intenzione di intraprendere azioni legali contro i responsabili.

Al centro della vicenda c’è una falsa applicazione sviluppata, secondo quanto emerso, dalla società Asigint, controllata dal gruppo Sio Spa. Si tratta di realtà già note per collaborazioni con forze dell’ordine e agenzie governative, oltre che per precedenti collegamenti con software di sorveglianza.

Come funzionava la trappola

L’operazione non ha sfruttato falle nei sistemi ufficiali dell’app. La crittografia end-to-end di WhatsApp, infatti, non è stata violata. Il punto debole è stato invece il comportamento degli utenti.

Attraverso tecniche di ingegneria sociale, i bersagli sono stati convinti a scaricare una versione non ufficiale dell’applicazione, distribuita al di fuori dei canali sicuri come Apple Store o Google Play. Una volta installata, la falsa app permetteva l’accesso ai dati presenti nei dispositivi.

Secondo l’esperto di cybersicurezza Pierluigi Paganini, si tratta di una modalità già nota: campagne mirate che sfruttano la fiducia degli utenti per ottenere accesso a informazioni sensibili.

L’intervento di WhatsApp

Il team di sicurezza della piattaforma ha individuato preventivamente gli utenti coinvolti, inviando notifiche di allerta e disconnettendo i dispositivi compromessi. Le persone interessate sono state invitate a rimuovere immediatamente l’applicazione sospetta e a installare esclusivamente quella ufficiale.

Meta ha inoltre annunciato l’invio di una diffida formale alla società ritenuta responsabile, chiedendo la cessazione immediata di qualsiasi attività ritenuta dannosa.

I precedenti e i rischi

La società coinvolta era già stata citata in passato in relazione allo sviluppo dello spyware “Spyrtacus”, un software capace di raccogliere dati da smartphone, accedere ai messaggi e persino intercettare chiamate.

Questa nuova vicenda riaccende l’attenzione sul fenomeno delle applicazioni malevole mascherate da servizi popolari, utilizzate per attività di sorveglianza o furto di dati.

L’appello agli utenti

WhatsApp ha ribadito l’importanza di scaricare applicazioni solo da fonti ufficiali e di diffidare da link o inviti sospetti. La sicurezza, sottolinea l’azienda, dipende non solo dalle tecnologie utilizzate ma anche dalla consapevolezza degli utenti.

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