"Ti tagliamo un dito", così costringevano un disabile a essere abusato
il giovane sarebbe stato più volte aggredito fisicamente e sottoposto a continui insulti e offese
Per mesi avrebbe subito violenze, umiliazioni e minacce da parte di tre giovani che avrebbero approfittato della sua condizione di fragilità. È il quadro emerso dall’indagine dei carabinieri che ha portato all’arresto di tre persone ad Afragola, in provincia di Napoli, accusate di violenza sessuale di gruppo e atti persecutori nei confronti di un giovane con disabilità.
Sette mesi di violenze e minacce
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima – affetta da un ritardo cognitivo con invalidità riconosciuta al 75% – sarebbe stata sottoposta per circa sette mesi a una lunga serie di abusi e vessazioni.
Gli indagati, di 33, 21 e 19 anni, avrebbero imposto al giovane di subire violenze sessuali, arrivando anche a minacciarlo per costringerlo a non opporsi. In un episodio gli sarebbe stato detto che, se non fosse stato consenziente, gli avrebbero amputato un dito.
Umiliazioni e aggressioni fisiche
Le violenze non si sarebbero limitate agli abusi sessuali. Secondo le indagini, il giovane sarebbe stato più volte aggredito fisicamente e sottoposto a continui insulti e offese.
Tra gli episodi ricostruiti dagli investigatori ci sarebbe anche quello in cui gli aggressori gli avrebbero spento una sigaretta accesa sul corpo. In un’altra occasione sarebbe stato costretto a bere una bibita nella quale erano stati aggiunti peperoncino e una cipolla.
Il giovane avrebbe inoltre subito ripetute umiliazioni verbali e comportamenti denigratori, in un contesto di continue intimidazioni.
Il racconto alla madre
La vicenda è emersa quando la vittima è riuscita a confidarsi con la madre, raccontando il lungo periodo di violenze e soprusi subiti.
Da quel momento sono scattate le indagini che hanno portato i carabinieri ad approfondire la situazione e a raccogliere elementi utili per ricostruire i fatti.
Le parole del giudice
Nel provvedimento cautelare, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord, Fabrizio Forte, descrive il comportamento degli indagati come quello di un gruppo che avrebbe agito con una vera e propria “logica da branco”.
Secondo il giudice, i tre avrebbero trattato la vittima “alla stregua di una non persona”, utilizzandola come oggetto di soprusi e umiliazioni per mesi.
I tre arrestati
Alla luce degli elementi raccolti nel corso delle indagini, l’autorità giudiziaria ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere per i tre indagati.
Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri della stazione di Afragola. I tre giovani sono ora detenuti e a disposizione della magistratura, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire ogni aspetto della vicenda.