Studenti sospesi a scuola faranno volontariato
verranno inseriti in percorsi concreti a contatto con il territorio
Dagli episodi di violenza nelle scuole italiane, come l’accoltellamento di una docente nel Bergamasco e i casi registrati nei mesi scorsi a La Spezia, emerge l’esigenza di un cambio di passo nel sistema educativo. In Campania questa svolta prende oggi forma concreta, con un nuovo approccio alle sanzioni disciplinari che punta a rafforzare il rispetto delle regole e dell’autorità scolastica senza rinunciare alla funzione educativa.
Stop alle sospensioni “vuote”: arriva la responsabilizzazione
In un contesto segnato da crescenti fragilità relazionali e tensioni all’interno delle scuole, la sospensione dalle lezioni cambia significato. Non sarà più un periodo privo di contenuto formativo, ma un’occasione per coinvolgere gli studenti in attività di cittadinanza attiva e lavori socialmente utili.
Gli studenti che violano le regole verranno inseriti in percorsi concreti a contatto con il territorio, trasformando la sanzione in un’esperienza educativa e responsabilizzante.
Le nuove regole: cosa prevede la riforma
Il cambiamento si basa sul Dpr 134, che ha aggiornato lo Statuto delle studentesse e degli studenti. L’allontanamento dalla scuola viene così ripensato come strumento di recupero: si interviene sulla condotta, ma si costruisce allo stesso tempo un percorso di crescita personale.
Questa linea è sostenuta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha più volte sottolineato la necessità di rafforzare il rispetto per i docenti e per l’istituzione scolastica.
In Campania, l’Ufficio scolastico regionale ha già reso operativa la misura, pubblicando l’elenco degli enti del Terzo settore disponibili ad accogliere gli studenti sospesi.
La rete sul territorio
Il sistema coinvolge tutte le province campane, con una rete diffusa di realtà sociali pronte a collaborare con le scuole.
In Irpinia è attiva la Pro Loco Alta Irpinia di Sant’Angelo dei Lombardi, mentre nel Beneventano operano organizzazioni come il Consorzio Sale della Terra e Futuridea. Nel Casertano sono coinvolte cooperative e fondazioni, tra cui Koinè e la Fondazione Don Calabria.
Nel Napoletano la rete è particolarmente articolata, con associazioni e cooperative impegnate nel sociale e nell’educazione, tra cui Maestri di Strada, l’Associazione Quartieri Spagnoli e altre realtà attive sul territorio. Anche nel Salernitano il progetto si sviluppa attraverso enti come Bimed e Onmic.
Come funzionano i percorsi
Gli studenti sospesi verranno inseriti in contesti operativi reali, affiancati da tutor e coinvolti in attività di volontariato. L’obiettivo è trasformare la sanzione in un percorso attivo, capace di far comprendere l’errore attraverso l’esperienza diretta.
Le scuole, nell’ambito della propria autonomia, dovranno stipulare convenzioni con gli enti e definire percorsi personalizzati, calibrati in base alla gravità dell’infrazione e alle caratteristiche dello studente. Fondamentale sarà il ruolo dei tutor, sia scolastici sia delle strutture ospitanti, per garantire il valore educativo dell’esperienza.
Un nuovo modello educativo
Secondo gli esperti, si tratta di un cambio di paradigma significativo: si passa da una sanzione passiva a un modello basato sulla responsabilizzazione. L’obiettivo è rafforzare l’autorevolezza della scuola e, allo stesso tempo, recuperare la sua funzione formativa, offrendo una risposta concreta a un problema sempre più diffuso.