Maturità, da quest'anno ci sono nuove regole
Resta comunque la possibilità di una deroga in presenza di una sola insufficienza
Sono state ufficializzate le modalità dell’Esame di Stato 2025-2026 con l’ordinanza firmata dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Le nuove disposizioni definiscono criteri di ammissione, struttura delle prove e modalità di valutazione, introducendo anche alcune novità per il colloquio orale.
Requisiti per l’ammissione
Per essere ammessi all’esame, gli studenti dovranno rispettare alcuni criteri fondamentali:
frequenza di almeno i tre quarti del monte ore annuale
partecipazione alle prove Invalsi
svolgimento delle attività di formazione scuola-lavoro (PCTO)
voto minimo di sei in tutte le discipline
Resta comunque la possibilità di una deroga in presenza di una sola insufficienza, purché motivata dal consiglio di classe.
Le prove scritte: date e struttura
La prima prova scritta, quella di italiano, è fissata per il 18 giugno alle ore 8:30 e avrà una durata massima di sei ore.
Il giorno successivo si svolgerà la seconda prova, diversa per ogni indirizzo di studio e focalizzata sulle materie caratterizzanti il percorso scolastico.
Il colloquio orale: cosa cambia
Una delle principali novità riguarda il colloquio orale, che sarà strutturato in modo più articolato.
L’esame inizierà con una riflessione dello studente sul proprio percorso scolastico, per poi proseguire con:
un confronto su quattro discipline
la presentazione dell’esperienza di PCTO
la verifica delle competenze in educazione civica
la discussione delle prove scritte
Particolare attenzione sarà data alla capacità di collegare in modo interdisciplinare i diversi argomenti.
Valutazione e punteggio
Il punteggio massimo attribuibile al colloquio orale sarà di 20 punti. La commissione valuterà non solo le conoscenze, ma anche le capacità espositive, critiche e di collegamento tra le materie.
Un elemento sottolineato con forza nell’ordinanza è l’obbligo di partecipazione attiva: chi non risponderà alle domande rischia la non promozione. In altre parole, non sarà possibile “restare in silenzio” durante l’esame.
Un esame sempre più completo
Le nuove regole puntano a rendere l’Esame di Stato uno strumento di valutazione più ampio, capace di misurare non solo le conoscenze teoriche, ma anche competenze trasversali e capacità di ragionamento.
L’obiettivo è valorizzare il percorso complessivo dello studente e prepararlo al meglio per il futuro, tra università e mondo del lavoro.