Matrimonio e pizzeria "Bella Napoli", così il latitante di camorra si era rifatto una vita negli Usa
L’attività, avviata intorno al 2010, sarebbe stata raccontata anche su un blog americano
Per quasi un decennio avrebbe vissuto negli Stati Uniti sotto la sua vera identità, costruendosi una nuova vita da imprenditore nel settore della ristorazione. Si è conclusa la latitanza di Carlo Petrillo, 46 anni, fermato all’aeroporto di Fiumicino dopo essere stato espulso dagli USA. Deve scontare una condanna definitiva a 8 anni e 8 mesi di reclusione.
Dalla fuga dall’Italia a una nuova vita in America
La vicenda affonda le radici nel 2006, quando secondo gli inquirenti Petrillo era coinvolto in un traffico di stupefacenti a Caserta, con un ruolo di riferimento all’interno del clan Belforte. Prima che la sentenza diventasse definitiva nel 2017, l’uomo aveva fatto perdere le proprie tracce, lasciando l’Italia per trasferirsi negli Stati Uniti.
Negli USA, avrebbe intrapreso una nuova esistenza apparentemente regolare. Secondo quanto emerso anche da contenuti pubblicati online, Petrillo aveva iniziato a lavorare in una pizzeria in Pennsylvania, dove aveva conosciuto la futura moglie, una giovane di origini portoghesi impegnata negli studi universitari.
La pizzeria e la vita “alla luce del sole”
Dalla relazione sarebbe poi nata l’idea di aprire un’attività in proprio: una pizzeria chiamata “Bella Napoli”, omaggio alle sue origini italiane. L’attività, avviata intorno al 2010, sarebbe stata raccontata anche su un blog americano dedicato al mondo della pizza, con fotografie e dettagli sulla storia personale dei due imprenditori.
Per anni, Petrillo non avrebbe adottato particolari accorgimenti per nascondersi: utilizzava il proprio nome reale e condivideva sui social numerose immagini della sua vita quotidiana, tra famiglia, lavoro e momenti privati. Online erano facilmente reperibili anche video della pizzeria e recensioni positive dei clienti.
L’indagine internazionale e l’arresto
La sua latitanza si è interrotta lo scorso 16 dicembre, quando è stato localizzato nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Napoli, con la collaborazione dell’FBI. All’operazione hanno partecipato anche la Squadra Mobile di Caserta, il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia.
Dopo l’emissione dei provvedimenti esecutivi da parte della Procura generale presso la Corte di Appello di Napoli, le autorità statunitensi hanno disposto l’espulsione per motivi di sicurezza interna e violazioni delle norme sull’immigrazione.
Il rientro in Italia e il carcere
Ieri Petrillo è atterrato all’aeroporto di Fiumicino, dove è stato immediatamente arrestato dalle forze dell’ordine italiane. Al termine delle procedure di rito, è stato trasferito in carcere, dove dovrà scontare la pena definitiva.