Maria Rosaria Boccia citata a giudizio per una presunta truffa da 30mila euro

Il denaro sarebbe stato richiesto per finanziare un progetto imprenditoriale ritenuto promettente

A cura di Redazione
17 marzo 2026 23:00
Maria Rosaria Boccia citata a giudizio per una presunta truffa da 30mila euro -
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Nuovo capitolo giudiziario per Maria Rosaria Boccia, che dovrà comparire davanti al Tribunale di Pisa nell’ambito di un processo che la vede imputata per truffa aggravata. Il dibattimento è ancora nelle fasi iniziali: l’udienza prevista nei giorni scorsi è stata rinviata a fine giugno per un legittimo impedimento del suo difensore.

L’imprenditrice originaria di Pompei, finita sotto i riflettori anche per il caso che la lega all’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, è accusata di aver procurato un ingente danno patrimoniale a un uomo della provincia di Napoli residente nel Pisano.

L’accusa: un investimento mai esistito

Secondo la Procura, Boccia avrebbe approfittato di un rapporto di amicizia consolidato per convincere la presunta vittima a versarle circa 30mila euro. Il denaro sarebbe stato richiesto per finanziare un progetto imprenditoriale ritenuto promettente: l’apertura di un locale di lusso con terrazza affacciata sul golfo di Napoli, corredato da ulteriori attività ai piani inferiori.

Un’iniziativa che, stando all’accusa, non sarebbe mai esistita. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Lydia Pagnini, hanno portato al decreto di citazione diretta a giudizio davanti al giudice monocratico Paola Giovannelli.

La vicenda e la denuncia

I fatti risalgono al dicembre 2021, quando la donna non era ancora nota al grande pubblico. A denunciare l’accaduto è stato il quarantenne che oggi si è costituito parte civile, assistito dall’avvocato Federico Cammarota.

L’uomo ha raccontato di essersi fidato proprio in virtù del rapporto personale con Boccia. A sostegno della credibilità dell’investimento, la donna avrebbe fatto riferimento anche ad altri presunti partecipanti facoltosi. Convinto dalla prospettiva di un guadagno rilevante e dalla necessità di un intervento immediato, il quarantenne avrebbe disposto un bonifico istantaneo di 30mila euro.

Solo successivamente, secondo l’accusa, si sarebbe reso conto di essere stato raggirato. Dopo i tentativi falliti di recuperare il denaro, si è rivolto al giudice civile di Pisa, ottenendo un decreto ingiuntivo per la restituzione della somma, maggiorata degli interessi. Tuttavia, tale provvedimento non sarebbe stato ancora eseguito.

Gli sviluppi

Già nell’ottobre 2024 il procuratore di Pisa, Teresa Angela Camelio, aveva confermato l’esistenza di un’indagine legata a una presunta partecipazione a un progetto imprenditoriale immobiliare. Solo con l’avvio del processo sono emersi i dettagli dell’accusa.

Il procedimento pisano si inserisce in un quadro giudiziario più ampio che coinvolge Boccia, già rinviata a giudizio a Roma per altri reati legati alla vicenda con Sangiuliano.

Le prossime udienze saranno decisive per chiarire responsabilità e ricostruire nel dettaglio i contorni della presunta truffa.

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