Il Monaldi: "Controlli interni partiti già il 30 dicembre"

La lettera della dirigenti dell'Azienda dei Colli

A cura di Redazione
02 marzo 2026 11:30
Il Monaldi: "Controlli interni partiti già il 30 dicembre" -
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Le verifiche interne sul fallimento del trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre scorso sul piccolo Domenico all’Ospedale Monaldi di Napoli “sono cominciate immediatamente”. A precisarlo è Anna Iervolino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, in una lettera inviata al quotidiano Il Mattino per chiarire la posizione dell’azienda sanitaria.

“Il 30 dicembre l’avvio formale delle verifiche”

Secondo quanto ricostruito dalla direttrice, i primi approfondimenti sarebbero partiti non appena “sussurri interni” hanno fatto ipotizzare che dietro la comunicazione ufficiale – “il cuore non è ripartito, il bimbo esce in Ecmo” – potesse esserci qualcosa di diverso da una complicanza chirurgica.

Il 30 dicembre, a una settimana dall’intervento, la direzione ha proceduto all’audizione del chirurgo e del responsabile del programma trapianti. Da quella data, spiega Iervolino, ha preso formalmente avvio l’indagine interna, articolata in relazioni scritte, commissioni, audit e verbali di approfondimento, fino a ricostruire la sequenza degli eventi e ipotizzarne le cause.

Atti trasmessi a magistratura, Regione e Ministero

Gli atti redatti dall’azienda – 296 pagine – sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria, che indaga dall’11 gennaio, e trasmessi anche alla Regione Campania e al Ministero della Salute.

“È grazie a questi documenti se oggi si conoscono i fatti”, sottolinea la direttrice, respingendo le accuse di presunto occultamento. Nei verbali interni sarebbero emerse anche le criticità legate al dispositivo utilizzato per la conservazione dell’organo e alle dinamiche in sala operatoria, ricostruite attraverso audizioni del personale e analisi della documentazione clinica.

“Provvedimenti senza sconti e continuità assistenziale”

Iervolino evidenzia che l’azienda ha adottato provvedimenti disciplinari, tra cui sospensioni e revoche, senza interrompere l’attività di cardiochirurgia pediatrica, unico servizio di questo tipo presente in Campania. L’obiettivo dichiarato è stato duplice: accertare le responsabilità e garantire la continuità delle cure per gli altri piccoli pazienti ricoverati.

La direttrice respinge inoltre le critiche di chi avrebbe chiesto una conferenza stampa immediata per individuare pubblicamente un responsabile, definendo tale richiesta una ricerca di consenso più che di verità.

Nel ribadire che “un figlio è stato sottratto alla madre”, Iervolino conclude rinnovando le condoglianze alla famiglia di Domenico e assicurando l’impegno dell’azienda nel proseguire la ricerca della verità e nel rafforzare le procedure affinché un episodio simile non si ripeta.

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