Fuga dal Vesuvio, anche gli abitanti di Pompei resteranno in Campania
Con questa firma, il numero dei cittadini rappresentati dalle amministrazioni coinvolte raggiunge quota 500mila
Prende sempre più forma il progetto istituzionale che mira a rivedere il Piano nazionale di emergenza Vesuvio, con un focus sulla possibilità di garantire ai cittadini dell’area vesuviana una permanenza nel territorio campano anche in caso di evacuazione.
Adesioni in crescita: coinvolti 500mila cittadini
Nelle ultime ore anche il Comune di Pompei ha aderito al protocollo d’intesa promosso dalla Fondazione Convivenza Vesuvio. Con questa firma, il numero dei cittadini rappresentati dalle amministrazioni coinvolte raggiunge quota 500mila.
Un dato significativo che conferma quanto il tema della gestione del rischio legato al Vesuvio sia sempre più centrale nel dibattito istituzionale.
Verso un nuovo modello di evacuazione
L’obiettivo del progetto è affiancare all’attuale piano – che prevede il trasferimento di gran parte della popolazione verso le regioni del Nord Italia – una strategia alternativa. Questa punta a valorizzare le aree interne della Campania e del Mezzogiorno, offrendo una soluzione più vicina ai territori di origine e contribuendo al contrasto dello spopolamento.
Le posizioni dei promotori
Il presidente della Fondazione, Vincenzo Coronato, ha sottolineato l’importanza del traguardo raggiunto: centinaia di migliaia di cittadini, attraverso i propri sindaci, hanno espresso la volontà di restare in Campania anche in caso di emergenza.
Sulla stessa linea il deputato Alessandro Caramiello, promotore della proposta di legge per l’aggiornamento del Piano Vesuvio, che ha evidenziato il valore simbolico dell’adesione di Pompei, città profondamente legata alla storia del vulcano.
Impatti sociali ed economici
Il progetto non riguarda soltanto la sicurezza, ma anche le conseguenze sociali ed economiche di un eventuale trasferimento lontano dal proprio contesto. Spostare migliaia di persone in altre regioni comporterebbe infatti disagi significativi per famiglie e comunità.
Un aspetto evidenziato anche dalla sindaca di Pompei, Andreina Esposito, che ha motivato l’adesione sottolineando la necessità di limitare l’impatto di eventuali evacuazioni, mantenendo i cittadini in contesti territoriali quanto più vicini possibile.
Prossimi sviluppi
Il lavoro della Fondazione proseguirà con il coinvolgimento di altri Comuni e istituzioni, con l’obiettivo di arrivare a una revisione concreta delle strategie di emergenza legate al Vesuvio.
L’iniziativa punta a costruire un modello più moderno e sostenibile, capace di coniugare sicurezza, organizzazione e tutela del tessuto sociale del territorio.