Epatite, solo al Cotugno oltre 70 ricoverati
Il contagio non si limita al capoluogo campano
La situazione relativa al focolaio di epatite A in Campania resta stazionaria, ma con le autorità sanitarie e di sicurezza impegnate in un controllo costante e capillare. All’ospedale Cotugno, struttura di riferimento per le malattie infettive della città, sono attualmente 73 i pazienti ricoverati a marzo a causa del virus, con cinque persone che hanno fatto accesso al pronto soccorso nelle ultime settimane.
Il contagio non si limita al capoluogo campano. In provincia di Caserta si registrano poco più di 50 casi, con il picco a Sessa Aurunca. Nella provincia di Salerno i contagiati sono circa 25, con alcune restrizioni già applicate nelle scuole, come a Sala Consilina, dove è stato vietato il consumo di frutta fresca nelle mense scolastiche per ridurre il rischio di trasmissione. Decine di casi si registrano anche ad Avellino e nel territorio del Sannio, confermando la diffusione del virus su più province della regione.
Sul fronte operativo, i Nas continuano le attività di campionamento e monitoraggio, soprattutto nei mercati, nei locali pubblici e lungo tutta la filiera alimentare, per garantire il rispetto delle norme igieniche e prevenire nuovi contagi.
Intanto, a Napoli il Prefetto Michele di Bari ha convocato il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, in collaborazione con il presidente della Regione Roberto Fico, con l’obiettivo di coordinare la risposta al focolaio. Alla riunione hanno partecipato rappresentanti delle forze dell’ordine, dell’Asl e del Dipartimento Salute, delineando una strategia integrata che prevede monitoraggio costante, campagne vaccinali mirate e controlli a tappeto nei punti critici del territorio.
La Regione Campania ha deciso di rafforzare le principali leve della sanità pubblica, con particolare attenzione alla sorveglianza epidemiologica e alla gestione tempestiva dei casi confermati. Tra le misure adottate vi è anche il potenziamento della campagna vaccinale, con l’obiettivo di aumentare la copertura tra le fasce più esposte e di coordinare le strutture ospedaliere per garantire la disponibilità di posti letto.
Il sistema di controllo comprende inoltre una task force dedicata alla verifica degli standard igienico-sanitari in mercati, locali pubblici e strutture di ristorazione, con l’obiettivo di contrastare l’abusivismo e prevenire contaminazioni alimentari. L’approccio integrato, che combina sorveglianza, prevenzione e informazione alla popolazione, mira a contenere la diffusione del virus, ridurre il rischio per la salute pubblica e assicurare una risposta rapida ed efficace a eventuali nuovi casi.