Boss vesuviano mette in vendita libro di poesie direttamente dal carcere
pubblicata la sua raccolta
Nella sua vita, secondo quanto ricostruito dall’Direzione Investigativa Antimafia, avrebbe ordinato almeno quattro omicidi, tra cui quello del consigliere comunale Luigi Tommasino, commesso centinaia di estorsioni e guidato uno dei clan più temuti della storia della camorra.
Oggi, però, il “padrino” di Castellammare di Stabia si racconta attraverso la poesia. La casa editrice I canti Nulla Die ha pubblicato una selezione dei componimenti scritti da dietro le sbarre, nella raccolta intitolata «Se dovessi darti un nome ti chiamerei libertà».
Scrivere dietro le sbarre
Le poesie sono nate durante il totale isolamento in carcere, mentre D’Alessandro, 50 anni il 15 febbraio, viaggiava tra le diverse carceri italiane. In uno dei versi scrive: “La poesia è lo spazio dove posso essere ciò che desidero”, sintetizzando il ruolo della scrittura come fuga e riscatto personale.
La raccolta comprende trenta composizioni che testimoniano il percorso interiore di un uomo che, nonostante la vita criminale e i lunghi anni di detenzione, ha trovato nella scrittura una forma di espressione e di libertà interiore.