Scoperte armi invisibili ai metal detector
anche una penna-pistola
Un’operazione mirata dei carabinieri ha portato all’arresto di un 35enne di Caivano, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di spaccio di droga e detenzione illegale di armi. Durante la perquisizione domiciliare, i militari hanno rinvenuto cocaina, denaro contante e un vero e proprio arsenale composto da armi clandestine e “fantasma”, alcune delle quali potenzialmente letali.
L’intervento è stato condotto dai carabinieri della stazione di Caivano, che avevano predisposto un servizio di osservazione specifico dopo aver raccolto elementi su una presunta riorganizzazione di una piazza di spaccio sul territorio. L’operazione è scattata dopo il fermo di un acquirente tossicodipendente, appena rifornito di sostanza stupefacente.
A quel punto i militari hanno fatto irruzione nell’abitazione del 35enne, procedendo a una perquisizione accurata. All’interno dell’appartamento sono stati trovati e sequestrati 64 grammi di cocaina e 675 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.
Armi clandestine nascoste in camera da letto
La scoperta più inquietante è avvenuta nella stanza da letto, dove all’interno di una scatola di metallo custodita nell’armadio erano nascoste diverse armi. I carabinieri hanno rinvenuto una pistola artigianale interamente in plastica, una replica di una Glock a salve, priva di parti metalliche e quindi non rilevabile dai metal detector.
Accanto a questa, una penna-pistola: un cilindro metallico apparentemente innocuo, ma in realtà progettato per contenere munizioni vere e capace di sparare colpi letali. Il sequestro è stato completato con una revolver clandestina, priva di matricola e dei marchi del Banco Nazionale di Prova, dunque illegalmente detenuta.
Sono state inoltre sequestrate 11 munizioni calibro 9x21 e 50 cartucce a salve.
Arresto e accertamenti balistici
Il 35enne è stato arrestato e trasferito a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le armi sequestrate saranno sottoposte ad accertamenti balistici per verificare un eventuale utilizzo in fatti di sangue o in altri episodi criminosi.