"Mia figlia autistica schiaffeggiata a scuola", la denuncia della mamma
I fatti nei Paesi Vesuviani
Uno schiaffo improvviso, inferto da chi avrebbe dovuto garantire protezione, nel luogo che per definizione dovrebbe essere sicuro: la scuola. È quanto accaduto a Federica, nome di fantasia, una bambina di 8 anni con una forma lieve di disturbo dello spettro autistico, descritta dai genitori come solare, affettuosa e piena di entusiasmo.
L’episodio risale a qualche mese fa e si è verificato all’interno di un istituto comprensivo del territorio, dove la bambina frequentava la scuola primaria. Secondo quanto ricostruito, Federica sarebbe stata schiaffeggiata da una docente mentre si stava allontanando dall’aula per andare in bagno, accompagnata dall’insegnante di sostegno. Da quel momento, la sua vita è cambiata radicalmente.
Le conseguenze psicologiche e l’addio alla scuola
Dopo l’accaduto, la bambina ha manifestato forti disagi psicologici: insonnia, paura ricorrente e uno stato di ansia persistente. Ancora oggi, raccontano i genitori, rivive quella scena con terrore. La situazione è diventata insostenibile al punto da costringere la famiglia a ritirarla dalla scuola, separandola dai compagni e interrompendo un percorso di socializzazione già complesso per un bambino fragile.
Il racconto del padre: “Nessuno ha tutelato mia figlia”
A parlare è il padre di Federica, visibilmente provato, affiancato dalla madre. «Mia figlia è stata picchiata da una maestra e nessuno in quella scuola l’ha protetta», afferma. Secondo la sua versione, l’insegnante avrebbe giustificato il gesto sostenendo di aver ricevuto un calcio dalla bambina, circostanza che la famiglia nega con fermezza.
Un altro elemento che pesa come un macigno è la mancata comunicazione dell’episodio ai genitori. «Non siamo stati avvisati dalla scuola. Abbiamo scoperto tutto all’uscita, grazie alla maestra di sostegno, che non riusciva più a tenere dentro quello che era successo», racconta l’uomo.
Accuse di omertà e gestione inadeguata
Da quel giorno, per la famiglia è iniziato un percorso definito come “un inferno”. I genitori hanno cercato più volte un confronto con la dirigente scolastica, senza ottenere risposte soddisfacenti. «Siamo stati ostacolati, c’è stato un atteggiamento omertoso e il tentativo di minimizzare o nascondere l’accaduto», denuncia il padre. In più occasioni, riferisce, la tensione è stata tale da rischiare l’intervento delle forze dell’ordine.
La denuncia e il processo penale
I genitori hanno sporto denuncia e chiesto l’allontanamento dell’insegnante coinvolta, richiesta sostenuta anche da un gruppo di altre mamme attraverso una relazione formale. Tuttavia, nessun provvedimento immediato è stato adottato. L’unica conseguenza concreta è stata l’uscita di Federica dalla scuola.
La vicenda è ora al centro di un processo penale presso il tribunale di Torre Annunziata. La docente è imputata per lesioni, mentre la dirigente scolastica risponde dell’accusa di non aver attivato le misure necessarie per gestire correttamente la situazione e tutelare la minore.
L’avvocato della famiglia: “Non vogliamo conciliazioni”
A fare il punto è l’avvocato della famiglia, Rosaria Fornaro. «Ci siamo costituiti parte civile. Ci aspettavamo una tutela maggiore, soprattutto considerando la condizione di fragilità della bambina», spiega. La difesa degli imputati avrebbe proposto una conciliazione, ma la famiglia ha rifiutato.