Il fratello di Ylenia: "Ho lanciato il coltello, non volevo ucciderla"

Dopo l’omicidio, il 28enne si è costituito presso la Questura di Napoli

A cura di Redazione
06 febbraio 2026 08:00
Il fratello di Ylenia: "Ho lanciato il coltello, non volevo ucciderla" -
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Proseguono le indagini della Squadra Mobile di Napoli sull’omicidio di Ylenia Musella, la 30enne uccisa a coltellate lo scorso 3 febbraio nel rione Conocal di Ponticelli. Al centro degli accertamenti c’è ora la versione dei fatti fornita dal fratello Giuseppe Musella, 28 anni, che ha confessato il delitto ma la cui ricostruzione è ancora al vaglio degli inquirenti.

Secondo quanto dichiarato dal giovane, l’aggressione sarebbe avvenuta al culmine di una lite scoppiata per la musica ad alto volume che, a suo dire, non gli avrebbe consentito di riposare. Musella ha raccontato agli investigatori di aver colpito la sorella lanciandole contro un coltello da una distanza di circa otto metri. Un particolare che ha sollevato dubbi e che ora viene attentamente analizzato dalla polizia, impegnata a verificare se la dinamica descritta sia compatibile con le ferite riscontrate o se, invece, il coltello fosse impugnato al momento dell’aggressione.

Dopo l’omicidio, il 28enne si è costituito presso la Questura di Napoli. Nel corso dell’interrogatorio ha riferito di aver caricato la sorella in auto e di averla trasportata fino all’ospedale Villa Betania, dove l’ha lasciata all’esterno del pronto soccorso. Ylenia Musella è deceduta poco dopo l’arrivo nella struttura sanitaria.

Per la giornata di domani, venerdì 6 febbraio, sono in programma due passaggi fondamentali dell’inchiesta. Da un lato l’udienza di convalida del fermo, nel corso della quale Giuseppe Musella comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Dall’altro, l’esecuzione dell’autopsia sul corpo della vittima, esame che potrà fornire elementi decisivi per ricostruire con precisione le modalità dell’aggressione.

Il procedimento è ora seguito dalla IV Sezione della Procura di Napoli, competente per i reati che riguardano le fasce deboli della popolazione e coordinata dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone. Gli esiti degli accertamenti medico-legali e delle verifiche investigative saranno determinanti per confermare o smentire le dichiarazioni rese dal 28enne e definire il quadro delle responsabilità.

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