Domenico, spettro insabbiamento: "Ci consigliarono di non parlare"

Uno dei punti più critici sollevati dall’avvocato riguarda le informazioni ricevute durante il ricovero

A cura di Redazione
24 febbraio 2026 07:00
Domenico, spettro insabbiamento: "Ci consigliarono di non parlare" -
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«Non parliamo di difetto di comunicazione, ma di tentativo di occultamento». È un’accusa durissima quella pronunciata dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico, il bimbo di due anni deceduto dopo un trapianto non riuscito all’Ospedale Monaldi di Napoli.

Secondo il legale, quanto accaduto durante il ricovero del bambino non sarebbe riconducibile a semplici incomprensioni o carenze comunicative, ma a un vero e proprio tentativo di insabbiamento. «Un difetto di comunicazione è quando si sbaglia a capire – ha dichiarato – non quando si nasconde la verità».

Indagini della Procura sulla morte del bimbo di 2 anni

La vicenda, estremamente complessa, è ora al vaglio della Procura della Repubblica di Napoli, che dovrà fare piena luce sulle cause del decesso e sulle procedure seguite durante il percorso clinico del piccolo paziente.

Accanto al legale, durante l’incontro con i giornalisti, era presente anche la madre del bambino, Patrizia Mercolino. La donna ha chiarito che nessuna raccolta fondi a nome del figlio è stata autorizzata dalla famiglia. Al contrario, l’intenzione sarebbe quella di costituire una fondazione intitolata “Domenico Caliendo”, con l’obiettivo di trasformare il dolore in un progetto concreto di solidarietà.

“Notizie apprese dai giornalisti”: le contestazioni sulla cartella clinica

Uno dei punti più critici sollevati dall’avvocato riguarda le informazioni ricevute durante il ricovero. Parte delle notizie, secondo quanto riferito dalla famiglia, sarebbero state apprese attraverso i media.

Petruzzi ha inoltre evidenziato un passaggio contenuto nella cartella clinica, già acquisita dai legali, in cui si farebbe riferimento a un “cuore ghiacciato”. Un elemento che, stando alle dichiarazioni rese in conferenza stampa, non sarebbe stato comunicato tempestivamente alla madre.

Le accuse diventano ancora più pesanti quando il legale parla di presunti “consigli” ricevuti durante il percorso sanitario. Secondo quanto riferito, alla famiglia sarebbe stato suggerito di non rendere pubbliche alcune divergenze di valutazione tra l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e il Monaldi, per non compromettere la permanenza del bambino in lista per il trapianto.

I presunti “consigli” e la riunione dell’Heart Team

Le indicazioni contestate, ha precisato l’avvocato, non sarebbero state formalizzate per iscritto ma pronunciate nel corso di incontri alla presenza della madre e dei legali, anche durante riunioni dell’Heart Team. «Ce ne assumeremo la responsabilità in ogni sede», ha dichiarato Petruzzi, ribadendo l’intenzione di sostenere le proprie affermazioni davanti alle autorità competenti.

Nel corso della conferenza stampa sono stati toccati numerosi aspetti della vicenda, dalle modalità del trapianto alla gestione delle comunicazioni con la famiglia.

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