Danni permanenti dopo l'aggressione, identificato il branco

il ragazzo è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico

A cura di Redazione
09 febbraio 2026 07:00
Danni permanenti dopo l'aggressione, identificato il branco -
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Sono stati identificati dalla Polizia di Stato e colpiti da misure cautelari tre giovani, tra cui un minorenne, ritenuti responsabili di un violento pestaggio ai danni di un altro ragazzo minorenne. L’aggressione risale allo scorso mese di luglio e si è verificata nel parcheggio dell’istituto Salesiani di Caserta.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane sarebbe stato accerchiato e colpito dal gruppo, riportando ferite di estrema gravità. Le conseguenze dell’aggressione sono state particolarmente serie e hanno lasciato danni permanenti.

Lesioni gravissime e intervento chirurgico alla mandibola

La vittima ha riportato una frattura bifocale della mandibola, che ha compromesso in modo significativo la funzione masticatoria. A causa delle lesioni subite, il ragazzo è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico, durante il quale sono state applicate due placche in titanio per la stabilizzazione dell’osso.

Le ferite riportate sono state giudicate gravissime e con esiti permanenti, configurando un quadro clinico di particolare allarme.

Gli indagati e le accuse

All’epoca dei fatti, il gruppo era composto da un giovane maggiorenne e due minorenni. Uno di questi ultimi ha nel frattempo compiuto 18 anni. Tutti e tre risultano indagati per il reato di lesioni.

L’attività investigativa è stata condotta dalla Squadra Mobile di Caserta, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e della Procura per i minorenni di Napoli, che hanno operato congiuntamente vista la presenza di soggetti minorenni coinvolti.

Le misure cautelari disposte

Nei confronti del maggiorenne è stato disposto il divieto di avvicinamento alla vittima, accompagnato dall’applicazione del braccialetto elettronico. Per gli altri due indagati, entrambi minorenni al momento dei fatti, l’autorità giudiziaria ha stabilito una serie di misure restrittive: divieto di avvicinamento alla parte offesa, obbligo di permanenza in casa durante le ore notturne e divieto di frequentare locali pubblici.

Le indagini: decisiva la videosorveglianza

Le indagini hanno preso avvio dalla denuncia presentata dal padre della vittima. Successivamente, gli investigatori hanno raccolto numerose testimonianze e analizzato i filmati dell’impianto di videosorveglianza presente nell’area dell’istituto scolastico.

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