Carcasse a bordo strada: 27 cani e un gatto

Le operazioni sono state condotte dai carabinieri forestali

A cura di Redazione
11 febbraio 2026 09:30
Carcasse a bordo strada: 27 cani e un gatto -
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Sale a 27 cani e un gatto il numero dei resti rinvenuti nelle campagne tra Loreto e Porto Recanati, in località Scossicci, lungo la scarpata che sovrasta il cavalcavia dell’autostrada A14. Un ritrovamento che ha portato la Procura di Macerata ad aprire un fascicolo per l’ipotesi di uccisione di animali.

L’area, nascosta tra rovi e rifiuti, viene ora considerata dagli investigatori un possibile cimitero clandestino, utilizzato per smaltire carcasse eludendo le procedure previste dalla legge. Il bilancio, al momento, non è definitivo.

Resti nascosti in sacchi tra vegetazione e rifiuti

Le operazioni sono state condotte dai carabinieri forestali, con il supporto del servizio sanità animale dell’Ast di Macerata e dei volontari delle associazioni animaliste. Molti dei corpi erano chiusi in sacchi di mangime o di terriccio; in diversi casi si trattava ormai di cumuli di ossa, circostanza che fa ipotizzare un utilizzo reiterato del sito nel tempo.

Secondo la Lav, il numero complessivo degli animali coinvolti potrebbe essere superiore a quello finora accertato. L’associazione ha chiesto indagini rapide e approfondite per chiarire responsabilità e dinamiche.

Il caso del pastore maremmano e gli esami autoptici

Particolare attenzione è rivolta al ritrovamento di un pastore maremmano, trovato con le zampe legate e la testa coperta da un sacco. Si tratterebbe della carcassa più recente, risalente a pochi giorni fa.

Le spoglie degli animali sono state trasferite all’Istituto zooprofilattico di Tolentino, dove verranno effettuati esami autoptici per stabilire l’età e, se possibile, le cause della morte. Sotto sequestro anche il materiale rinvenuto nell’area, tra cui sacchi di plastica, nastro adesivo, alcune asce e numerosi bossoli compatibili con attività venatoria.

L’assenza, almeno per ora, di microchip rende più complessa l’identificazione della provenienza degli animali. Gli accertamenti tecnici potrebbero però fornire elementi utili per circoscrivere le responsabilità.

Indagini in corso e sconcerto tra i residenti

Gli investigatori, con il supporto della sezione investigazioni scientifiche dei carabinieri, stanno cercando di ricostruire tempi e modalità degli abbandoni. L’ipotesi è che lo stesso luogo sia stato utilizzato per anni dalle medesime persone per smaltire animali morti.

Intanto cresce lo sconcerto tra residenti e volontari. «Se qualcuno è responsabile di tanta violenza nei confronti di un essere indifeso, deve essere assicurato alla giustizia», ha dichiarato Luana Bedetti, coordinatrice regionale Oipa, assicurando la collaborazione dell’associazione con le autorità per fare piena luce sulla vicenda.

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