Sfilata dei Re Magi, muore il cavallo
Polemiche e indagini in corso
Sconcerto e polemiche a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, dove un cavallo è morto durante la tradizionale Cavalcata dei Re Magi, evento che da diciotto anni attraversa il centro cittadino in vista dell’Epifania. L’episodio ha scosso la comunità locale e acceso un ampio dibattito sull’impiego degli animali nelle manifestazioni pubbliche.
Il decesso è avvenuto in via Atzori, a poche centinaia di metri dalla Cattedrale di San Prisco al Vescovado, punto di arrivo della processione. Secondo le prime ricostruzioni, l’equino che trainava la carrozza dei Re Magi si sarebbe improvvisamente accasciato al suolo, probabilmente a causa di un malore. Le cause esatte restano però da chiarire.
Inutili i soccorsi, l’animale sarebbe morto sul colpo
I tentativi di soccorso si sono rivelati inutili: il cavallo era già privo di vita, con ogni probabilità deceduto sul colpo. Le immagini dell’animale steso sull’asfalto hanno rapidamente fatto il giro dei social network, generando reazioni indignate e riaccendendo il confronto sull’uso dei cavalli da traino in contesti urbani e affollati.
In attesa dell’autopsia, che dovrà accertare con precisione le cause della morte ed eventuali responsabilità, il caso è diventato oggetto di un acceso dibattito pubblico.
Animalisti contro l’uso dei cavalli nelle parate
Tra le voci più critiche, quelle delle associazioni animaliste, che da tempo contestano l’impiego degli equidi in manifestazioni folkloristiche e religiose. Secondo questa posizione, eventi di questo tipo espongono gli animali a stress, rumori, condizioni ambientali e sforzi incompatibili con il loro benessere.
Non mancano però posizioni contrarie, che difendono la scelta organizzativa sottolineando come il cavallo sia storicamente un animale da lavoro e che il decesso potrebbe essere stato causato da fattori indipendenti dallo “sfruttamento”. Un argomento che, pur trovando fondamento storico ed etimologico, non ha impedito l’esplosione di una forte polemica in rete.
L’intervento della LAV: “Non una fatalità, ma una responsabilità collettiva”
Sulla vicenda è intervenuta anche la LAV. Nadia Zurlo, responsabile dell’area equidi dell’associazione, ha espresso una posizione netta:
«La morte del cavallo non può essere archiviata come una fatalità. Non siamo di fronte a un evento imprevedibile, ma al risultato di un modello culturale che continua a trattare i cavalli come strumenti funzionali allo spettacolo umano».
Secondo Zurlo, ogni scelta di inserire un cavallo in una parata o in un corteo pubblico implica una priorità data al rito umano rispetto all’incolumità dell’animale. «Quando l’esito è la morte — ha aggiunto — non si può parlare di incidente, ma di una responsabilità collettiva che nasce molto prima».
La LAV ribadisce la necessità di superare definitivamente l’uso dei cavalli in manifestazioni pubbliche, sostenendo che il problema non sia migliorare le condizioni di impiego, ma mettere in discussione l’idea stessa di utilizzare animali per intrattenimento, celebrazione o folklore.
Attesa per l’autopsia
Per fare piena luce sull’accaduto sarà ora determinante l’esito degli accertamenti veterinari. Solo l’autopsia potrà stabilire le cause del decesso del cavallo e chiarire se vi siano state negligenze o responsabilità esterne. Nel frattempo, l’episodio di Nocera Inferiore riporta al centro del dibattito pubblico il tema del benessere animale e dei limiti delle tradizioni nel contesto contemporaneo.