Scuola, assunzioni più veloci per i docenti con gli elenchi regionali

Un docente può essere inserito contemporaneamente nelle graduatorie concorsuali e negli elenchi regionali

A cura di Redazione
19 gennaio 2026 13:00
Scuola, assunzioni più veloci per i docenti con gli elenchi regionali -
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Dal prossimo anno scolastico il sistema di reclutamento degli insegnanti cambia assetto. Il Decreto Legge 45/2025 introduce una nuova modalità di assunzione: gli elenchi regionali per il ruolo, pensati per accelerare le immissioni in ruolo nelle aree del Paese dove la carenza di docenti è più marcata e per aumentare le opportunità di stabilizzazione per gli aspiranti insegnanti.

La novità entrerà in vigore a partire dall’anno scolastico 2026/2027 e rappresenta un canale aggiuntivo, non sostitutivo, rispetto alle procedure concorsuali già esistenti.

Obiettivo: coprire più rapidamente le cattedre vacanti

L’introduzione degli elenchi regionali nasce dall’esigenza di affrontare in modo più efficace il problema delle cattedre scoperte, soprattutto in alcune regioni caratterizzate da una cronica carenza di personale.

Il legislatore punta a:

snellire i tempi di assunzione;

garantire maggiore continuità didattica agli studenti;

offrire ai docenti precari una chance in più per accedere al ruolo.

Il nuovo strumento si affianca alle graduatorie dei concorsi PNRR, creando di fatto un doppio binario di reclutamento che amplia il ventaglio di possibilità per chi aspira a un contratto a tempo indeterminato nella scuola pubblica.

Come funzionano gli elenchi regionali per il ruolo

Gli elenchi regionali operano come una corsia preferenziale per l’assunzione nelle regioni dove il fabbisogno di docenti è più elevato. Il punto di forza del sistema è che l’iscrizione agli elenchi non penalizza in alcun modo la posizione già acquisita nelle graduatorie dei concorsi ordinari.

In concreto:

un docente può essere inserito contemporaneamente nelle graduatorie concorsuali e negli elenchi regionali;

non perde punteggio né priorità nelle procedure tradizionali;

potrà scegliere, al momento della convocazione, l’opzione più conveniente in base a sede, tempistiche e situazione personale.

Questo meccanismo rende gli elenchi regionali uno strumento strategico, che aggiunge opportunità senza sottrarne, soprattutto per chi attende da anni la stabilizzazione.

Docenti non abilitati: contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo

Un aspetto centrale riguarda gli aspiranti docenti non ancora in possesso dell’abilitazione al momento dell’assunzione tramite elenchi regionali. In questi casi, la normativa prevede una soluzione transitoria.

L’ingresso avverrà attraverso un contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo, che consente:

di iniziare a lavorare nella scuola;

di avviare un percorso verso la stabilizzazione.

La conferma a tempo indeterminato sarà però subordinata al conseguimento dell’abilitazione, attraverso i percorsi formativi previsti dalla normativa e l’acquisizione dei crediti richiesti. Solo dopo il completamento di questo iter il contratto potrà essere trasformato in tempo indeterminato.

La misura rappresenta un equilibrio tra la necessità di coprire rapidamente le cattedre vacanti e quella di garantire standard professionali adeguati per l’insegnamento.

Pianificazione e scelte strategiche per i docenti

Il sistema degli elenchi regionali si distingue per la sua flessibilità, ma richiede una attenta pianificazione personale. Gli aspiranti docenti dovranno valutare con precisione:

la propria posizione nelle graduatorie;

lo stato del percorso abilitativo;

le tempistiche previste per le assunzioni.

In questo contesto assume particolare rilievo l’avvio dei percorsi abilitanti del terzo ciclo, che rappresentano un passaggio cruciale per molti candidati. Chi riuscirà a conseguire l’abilitazione entro l’avvio delle assunzioni 2026/27 potrà accedere direttamente al ruolo a tempo indeterminato, evitando la fase intermedia del contratto a termine.

Un nuovo scenario per il reclutamento scolastico

Con gli elenchi regionali per il ruolo, il reclutamento dei docenti entra in una fase più dinamica e articolata. Il successo di questo modello dipenderà dalla capacità dei candidati di muoversi in modo strategico tra le diverse opportunità, sfruttando al meglio i nuovi strumenti messi a disposizione dalla normativa e programmando per tempo il proprio percorso formativo.

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