Ministero della Giustizia, bando per quasi 3700 assunzioni

A tempo indeterminato già nel 2026

A cura di Redazione
20 gennaio 2026 18:00
Ministero della Giustizia, bando per quasi 3700 assunzioni -
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Il Ministero della Giustizia ha programmato 3.659 nuove assunzioni a tempo indeterminato nel 2026, cui si affianca un vasto piano di stabilizzazione del personale assunto con fondi PNRR. A fornire il quadro aggiornato è stato il Guardasigilli Carlo Nordio, che ha fatto il punto sulle procedure già avviate e su quelle in programma nei prossimi mesi, anche attraverso nuovi concorsi pubblici.

Il piano riguarda dirigenti, funzionari, assistenti e operatori, con opportunità aperte a laureati, diplomati e candidati con licenza media, e prevede un impegno finanziario complessivo molto rilevante.

Il piano assunzionale del Ministero della Giustizia per il 2026

Il Ministro Nordio ha chiarito i dati in un comunicato ufficiale, rispondendo a una nota dell’associazione Magistratura Indipendente, che segnalava presunti ritardi nelle assunzioni annunciate lo scorso anno.

Secondo quanto comunicato, nel 2026 il Ministero avvierà o completerà procedure concorsuali e assunzionali per 3.659 unità di personale a tempo indeterminato, con uno stanziamento pari a 122.421.660 euro. Parte delle selezioni sarà bandita già a partire da dicembre 2025, con ulteriori concorsi previsti nel corso del 2026.

Tutti i profili e i posti da coprire

Nel dettaglio, le assunzioni programmate riguardano:

Dirigenti

70 dirigenti amministrativi di seconda fascia

Funzionari (630 posti)

236 funzionari tecnici (informatici, statistici ed edili)

370 funzionari UNEP

24 funzionari contabili

Assistenti (2.931 posti)

84 autisti

45 assistenti da graduatorie regionali

2.600 assistenti dal concorso nazionale RIPAM

Operatori

28 operatori, assunti con modalità incentivata tramite risorse FSOF

(tempo indeterminato part-time, 18 ore settimanali)

Si tratta di posti di lavoro stabili, che saranno coperti progressivamente nei prossimi mesi e che rappresentano un’importante occasione di ingresso nella Pubblica Amministrazione.

Maxi stabilizzazione del personale PNRR

Accanto alle assunzioni ordinarie, il Ministero della Giustizia ha confermato una maxi procedura di stabilizzazione del personale assunto con fondi PNRR.

Il piano riguarda complessivamente 6.000 lavoratori, così suddivisi:

5.200 funzionari

800 assistenti

L’operazione comporterà un impegno finanziario stimato in oltre 224,9 milioni di euro.

Grazie a una specifica norma inserita nella Legge di Bilancio, sarà inoltre possibile scorrere le graduatorie delle stabilizzazioni per ulteriori tre anni, consentendo nuove assunzioni in base alle facoltà assunzionali disponibili.

I nuovi concorsi del Ministero della Giustizia

Una parte dei posti previsti dal piano 2026 sarà coperta tramite nuovi concorsi pubblici, che saranno banditi nei prossimi mesi.

Nel frattempo, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, risultano già attive le seguenti selezioni:

Concorso RIPAM per 3.997 Assistenti diplomati, da assumere presso vari Ministeri ed Enti, di cui 121 posti al Ministero della Giustizia

Scadenza: 27 gennaio 2026

Concorso RIPAM per 294 Funzionari Politiche Pubbliche

Scadenza: 27 gennaio 2026

Selezioni del Ministero della Giustizia per:

Psicologi

Esperti in servizio sociale

Pedagogisti

Medici

Scadenza: 31 gennaio 2026

Concorso per 400 Notai – edizione 2026

Scadenza: 30 gennaio 2026

In aggiunta, con appositi DPCM sono state recentemente autorizzate ulteriori 1.506 assunzioni e nuovi concorsi presso il Ministero della Giustizia, ampliando ulteriormente il piano di rafforzamento degli organici.

Un piano senza precedenti per la Giustizia

Il complesso delle assunzioni e delle stabilizzazioni previste per il 2026 rappresenta uno dei più importanti interventi di potenziamento del personale della Giustizia degli ultimi anni, con l’obiettivo di:

ridurre i carichi di lavoro;

migliorare l’efficienza degli uffici giudiziari;

garantire continuità occupazionale al personale PNRR;

offrire nuove opportunità di lavoro stabile nella Pubblica Amministrazione.

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