La nuova babygang spara in piazza

due agguati in 11 minuti tra gruppi rivali

A cura di Redazione
11 gennaio 2026 17:00
La nuova babygang spara in piazza -
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Una sequenza di violenza durato appena 11 minuti ha scosso Napoli tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli e via Chiaia. Due stese, due gruppi rivali, tensione alle stelle in una delle zone più frequentate della città.

La dinamica degli episodi

La prima azione è scattata poco dopo la mezzanotte del 12 dicembre. Quattro giovani, con il volto travisato da cappelli e sciarpe, hanno preso di mira un gruppo rivale. Armati di pistole, alcuni anche con due armi, si sono mossi su una moto e hanno aperto il fuoco in piazza Carolina, per poi fuggire.

Il gruppo di piazza Carolina ha reagito immediatamente: armato, è entrato nei Quartieri Spagnoli, precisamente in vico Caricatoio, per replicare al primo raid. I due episodi hanno segnato 11 minuti di paura in pieno centro cittadino, senza conseguenze mortali grazie alla tempestività degli interventi successivi.

Le indagini e i fermi

Le immagini dei sistemi di videosorveglianza hanno permesso alla Polizia di risalire ai responsabili. Tre minorenni sono stati fermati sotto disposizione del pm Ugo Miraglia e della procuratrice per i minori Patrizia Imperato, mentre il quarto fermato, maggiorenne, appartiene al gruppo di piazza Carolina ed è seguito dal pm Celeste Carrano e dall’aggiunto Sergio Amato.

Gli interrogatori di convalida sono previsti nei prossimi giorni, con l’assistenza di difensori tra cui il penalista Giuseppe De Gregorio.

Lavoro della Polizia

Gli uomini della Squadra Mobile di Napoli, coordinati dal primo dirigente Giovanni Leuci, hanno analizzato decine di frame video. Le accuse contestate includono stese, detenzione di armi e tentato omicidio. Uno dei minorenni fermati impugnava due pistole mentre era in sella a una moto, confermando la pericolosità dei raid.

I motivi della violenza

Il movente sembra legato a dissidi territoriali tra gruppi emergenti nei Quartieri Spagnoli e a piccoli traffici di droga e alcol, intensificati dalla vivace movida della zona. Uno dei soggetti coinvolti era già noto per un episodio grave avvenuto a settembre, collegato alla diffusione sui social di un video compromettente, che aveva scatenato tensioni e rivalità tra le bande.

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