La Banca d'Italia assume sono 160 posti
Non si tratta di un concorso ordinario ma di un intervento strutturale di rafforzamento dell’organico
In una fase in cui il mercato del lavoro è alla ricerca di nuovi equilibri, arriva una notizia destinata a incidere concretamente sulle prospettive occupazionali di molti giovani: la Banca d’Italia ha avviato un piano di assunzioni per 160 nuove unità a tempo indeterminato.
Non si tratta di un concorso ordinario, ma di un intervento strutturale di rafforzamento dell’organico che interessa direttamente anche il Sud Italia e, in modo particolare, la Sicilia. Per chi vive a Palermo, Catania o Agrigento, il bando rappresenta una rara occasione di ingresso in una delle istituzioni più solide e prestigiose d’Europa, senza la necessità di un trasferimento lontano dal proprio territorio.
I profili ricercati: diploma, laurea triennale e magistrale
Il concorso è articolato su tre diverse aree professionali, pensate per intercettare competenze eterogenee e offrire percorsi di crescita basati su merito e specializzazione. I 160 posti complessivi sono così distribuiti.
Esperti nelle discipline economiche (45 posti)
Questo profilo è rivolto a candidati con una laurea magistrale conseguita con una votazione non inferiore a 105/110. Le attività riguarderanno settori strategici come:
vigilanza bancaria e finanziaria;
prevenzione del riciclaggio;
analisi dei mercati e dei sistemi economici.
Una parte significativa degli esperti sarà destinata alla rete territoriale, che comprende anche la filiale di Palermo.
Assistenti con orientamento economico (45 posti)
Il ruolo è pensato per laureati triennali in economia o scienze politiche. Gli assistenti svolgeranno funzioni operative e amministrative a supporto delle strutture dell’Istituto.
Le sedi di assegnazione includono esplicitamente:
Agrigento;
Catania;
Palermo.
Vice assistenti per diplomati (70 posti)
È la sezione del bando che registra il maggiore interesse. Per partecipare è sufficiente un diploma di scuola secondaria di secondo grado (quinquennale).
I vice assistenti ricopriranno ruoli esecutivi essenziali, tra cui:
supporto amministrativo;
gestione del contante;
attività operative presso le filiali territoriali, comprese quelle siciliane.
Perché questo concorso è particolarmente rilevante
Entrare in Banca d’Italia non significa soltanto ottenere un impiego stabile. Il contratto a tempo indeterminato è accompagnato da:
un sistema di welfare aziendale avanzato;
percorsi di formazione continua;
opportunità di crescita professionale anche in contesti internazionali.
In un territorio come la Sicilia, dove la disoccupazione giovanile resta una criticità strutturale, queste assunzioni hanno un valore che va oltre il singolo posto di lavoro, incidendo anche sul tessuto sociale ed economico locale.
A differenza di molti concorsi della pubblica amministrazione, i ruoli offerti presentano inoltre una forte componente tecnica e innovativa, legata alla digitalizzazione dei pagamenti e alla sicurezza del sistema bancario.
Prove d’esame: come funziona la selezione
La procedura concorsuale prevede un percorso selettivo articolato, con prove che si svolgeranno a Roma.
Sono previste:
prova scritta, con quesiti a risposta multipla o sintetica sulle materie indicate nel bando (economia, diritto, lingua inglese);
prova orale, finalizzata a valutare competenze tecniche, capacità di ragionamento e motivazione.
La preparazione richiede uno studio approfondito dei programmi ufficiali, disponibili sul sito della Banca d’Italia, poiché il livello di precisione richiesto è particolarmente elevato.
Scadenza e modalità di presentazione della domanda
Il termine per presentare la candidatura è fissato al 27 gennaio 2026. La domanda può essere inviata esclusivamente in modalità telematica.
Informazioni essenziali da ricordare
Sito ufficiale: bancaditalia.it
Accesso: necessario SPID attivo
Contratto: tempo indeterminato fin dall’assunzione
Il bando rappresenta una delle opportunità più significative degli ultimi anni per chi aspira a una carriera stabile e qualificata nel settore pubblico, con un’attenzione concreta al riequilibrio territoriale e all’occupazione nel Mezzogiorno.