Intesa San Paolo assume 3500 giovani e non solo

Flessibilità, welfare e nuove assunzioni

A cura di Redazione
02 gennaio 2026 12:00
Intesa San Paolo assume 3500 giovani e non solo -
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Le banche erano un tempo sinonimo di rigidità organizzativa, tra orari fissi e sistemi di timbratura. Oggi quello scenario è superato, almeno in Intesa Sanpaolo. A dirlo è Roberto Cascella, chief people & culture officer del gruppo, che negli ultimi due anni ha guidato una profonda trasformazione delle politiche del lavoro, culminata in un nuovo accordo di secondo livello con i sindacati.

L’intesa rafforza il welfare aziendale e introduce nuove forme di flessibilità, tra cui la settimana cortissima, rendendo il gruppo più attrattivo in un mercato del lavoro sempre più competitivo. Dal 2021 a oggi Intesa Sanpaolo ha assunto 5.250 giovani e si prepara ad accoglierne altri 3.500 entro giugno 2028, tutti con contratto a tempo indeterminato.

La sfida dei profili Stem

«Trovare le persone giuste non è semplice, soprattutto nell’area Stem», spiega Cascella. Ingegneri, informatici, data analyst ed esperti di cybersecurity sono figure sempre più contese, centrali nella trasformazione digitale del settore bancario.

Per attrarre questi profili, la banca ha agito su più fronti. Il primo riguarda la flessibilità organizzativa: abolizione delle timbrature, maggiore autonomia sugli orari di ingresso e uscita, smart working fino a 120 giorni l’anno, settimana corta e nuove soluzioni pensate per conciliare vita e lavoro.

Settimana cortissima e nuove formule contrattuali

L’ultima novità è la settimana cortissima, riservata ai genitori con figli fino a tre anni: quattro giorni di lavoro da 7 ore e 30 minuti, a parità di stipendio. Accanto alla flessibilità organizzativa, Intesa Sanpaolo ha introdotto anche strumenti contrattuali innovativi, come il contratto misto dei Global Advisor, che consente di lavorare in parte come dipendente e in parte come autonomo, rispondendo alle esigenze di libertà e autonomia espresse soprattutto dalle nuove generazioni.

Welfare, previdenza e sanità integrativa

Un altro pilastro della strategia è il welfare aziendale. L’accordo di secondo livello siglato a fine 2025 prevede:

l’aumento della contribuzione datoriale alla previdenza complementare al 4,5%, che sale al 6% per gli under 35;

la conferma del contributo annuo di 120 euro per ogni figlio dei dipendenti fino a 24 anni;

il rafforzamento del Fondo sanitario integrativo, che tutela circa 240mila beneficiari tra dipendenti, pensionati e familiari. Nel 2025 il fondo ha erogato prestazioni per 250 milioni di euro, gestendo 1,8 milioni di pratiche.

Verso il nuovo piano industriale 2026-2029

Chiusa la partita del welfare, l’attenzione si sposta ora sul piano industriale 2026-2029, in fase di definizione sotto la guida dell’amministratore delegato Carlo Messina e atteso all’inizio di febbraio. Un passaggio cruciale non solo per il gruppo, ma anche per sindacati, stakeholder e competitor.

Intanto, si chiude il piano precedente con risultati superiori alle attese: 9mila persone riqualificate a fronte di un obiettivo iniziale di 8mila e 51 milioni di ore di formazione erogate.

Tecnologia e intelligenza artificiale

Secondo Messina, l’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale non comporteranno esuberi. La strategia punta piuttosto alla ricollocazione e valorizzazione delle competenze, anche in ambiti nuovi come cultura, sociale e servizi specialistici, oggi organizzati in business unit dedicate.

La tecnologia è ormai centrale quanto il credito. Con l’ultimo piano, Intesa Sanpaolo ha assunto oltre 2mila esperti tecnologici, rafforzando cybersecurity e gestione dei dati. «Avere competenze interne è essenziale per l’autonomia strategica della banca», sottolinea Cascella.

Formazione continua e Academy4Future

Per accompagnare il cambiamento è nata Academy4Future, la corporate academy del gruppo, che coinvolgerà 20mila persone all’anno in Italia e progressivamente anche all’estero. I percorsi formativi integrano competenze tecniche e soft skill, con focus su intelligenza artificiale, data analytics, rischi, internazionalizzazione, reti commerciali, wealth management e private banking.

Proprio quest’ultimo settore è destinato a crescere: i consulenti nel risparmio gestito passeranno da 17mila a 20mila entro il 2027.

Giovani, inclusione e parità di genere

Il contratto dei Global Advisor si conferma particolarmente attrattivo per i giovani: l’età media è di 32 anni e le donne rappresentano il 52% della platea. Più in generale, l’inclusione resta un tratto distintivo del gruppo: le donne costituiscono il 54,6% della popolazione aziendale e il 41,6% tra dirigenti e quadri direttivi.

Un modello che punta a coniugare innovazione, benessere e competitività in uno dei gruppi bancari più rilevanti del Paese.

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