In Campania il 43% dei minori vive ai margini della povertà

Sono a rischio esclusione sociale

A cura di Redazione
24 gennaio 2026 22:00
In Campania il 43% dei minori vive ai margini della povertà -
Condividi

In Campania più di quattro minori su dieci vivono in condizioni di rischio di povertà o esclusione sociale, una delle percentuali più elevate in Italia. Un dato allarmante che incide in modo diretto sull’accesso alle opportunità educative, a partire dai servizi essenziali per la prima infanzia. È quanto emerge dall’analisi diffusa da Mission Bambini in occasione della Giornata internazionale dell’Educazione.

Le criticità più marcate si manifestano già nei primi anni di vita. La Campania registra infatti una delle coperture più basse dei servizi educativi per la fascia 0-3 anni, ben lontana dagli standard fissati a livello europeo. Molte famiglie, soprattutto nei contesti più fragili, non riescono ad accedere a nidi d’infanzia o servizi educativi integrativi, con conseguenze che si riflettono sull’intero percorso di crescita dei bambini.

Il problema non riguarda solo il Mezzogiorno. A livello nazionale, quasi il 60% delle strutture per la prima infanzia segnala la presenza di liste d’attesa, a conferma di un’offerta insufficiente rispetto alla domanda reale.

Con il passare degli anni, la fragilità educativa tende ad aggravarsi. In Campania il tasso di abbandono scolastico precoce tra i 18 e i 24 anni raggiunge il 15%, superando la media nazionale. A questo si aggiunge il fenomeno della dispersione scolastica implicita: circa il 9% degli studenti conclude il percorso di studi senza aver acquisito competenze di base adeguate, con forti differenze territoriali che continuano a penalizzare le aree più vulnerabili.

“Quando mancano servizi educativi nei primi anni di vita e punti di riferimento stabili negli anni successivi, le disuguaglianze si accumulano nel tempo”, spiega Stefano Oltolini, direttore generale di Mission Bambini. “Per questo lavoriamo in modo continuativo insieme alle scuole e ai partner locali: l’obiettivo è intercettare i bisogni precocemente e accompagnare bambini e ragazzi lungo tutto il loro percorso, non intervenire solo quando la difficoltà diventa emergenza”.

In questo contesto si inserisce l’esperienza delle Stelle Mission Bambini, centri educativi realizzati in collaborazione con realtà locali nei territori più fragili. Le strutture offrono percorsi educativi continuativi, dalla prima infanzia all’adolescenza, con attività formative, supporto allo studio e accompagnamento alle famiglie, contribuendo a contrastare l’abbandono scolastico e a rafforzare le opportunità di apprendimento.

Attualmente la rete conta 27 Stelle Mission Bambini attive in 15 città italiane, tra cui Napoli, Roma, Milano, Bari e Catania. Nel capoluogo campano sono operative due strutture, che solo nell’ultimo anno scolastico hanno supportato oltre 600 bambini e ragazzi, grazie alla collaborazione con scuole, enti del Terzo Settore e servizi territoriali.

“Dietro ogni dato ci sono storie concrete: famiglie che non trovano posto al nido, bambini che faticano a recuperare competenze fondamentali, adolescenti a rischio di abbandono”, conclude Oltolini. “Le Stelle Mission Bambini nascono da anni di lavoro sul territorio e da alleanze educative solide. Continuità, prossimità e collaborazione sono gli elementi che rendono davvero efficace ogni intervento”.

Segui il Fatto Vesuviano