Finta psicologa fermata in Campania: si spacciava anche sensitiva
"Esercitava" attraverso TikTok
È finita all’attenzione dell’Ordine degli Psicologi della Campania la vicenda di una donna che, attraverso dirette social su TikTok, si presentava come sensitiva capace di comunicare con le anime dei defunti. Decine di persone, provenienti non solo dall’Italia ma anche dall’estero, hanno denunciato di essere state raggirate dopo aver partecipato alle sue dirette e averle inviato numerosi “regali digitali”, successivamente convertiti in denaro reale tramite la piattaforma.
Secondo quanto emerso dalle segnalazioni, la donna non si limitava a rivendicare presunti poteri paranormali, ma affermava pubblicamente di essere anche una psicologa impegnata in centri antiviolenza e in strutture di recupero per tossicodipendenti, ludopatici e alcolisti. Dichiarazioni che hanno fatto scattare ulteriori verifiche.
A chiarire la posizione è l’avvocato Sergio Pisani, che segue il caso: «Avevamo già segnalato la vicenda all’Ordine degli Psicologi della Regione Campania, che aveva smentito l’iscrizione della donna all’albo professionale». Nei giorni scorsi, però, la situazione ha avuto un nuovo sviluppo. «La commissione competente – spiega Pisani – si è riunita e, dopo aver esaminato il materiale da noi fornito, nel quale la donna si qualificava pubblicamente come psicologa, ha deciso di trasmettere tutta la documentazione agli organi competenti per le verifiche di legge».
La vicenda ha ora raggiunto anche il Parlamento. Nelle ultime ore è stata infatti presentata un’interrogazione alla Camera dei Deputati dall’onorevole Francesco Emilio Borrelli, nella quale si fa riferimento a un canale TikTok che ospiterebbe presunte comunicazioni con i defunti, accompagnate da insistenti richieste di donazioni economiche, nonostante l’assenza di qualsiasi titolo professionale riconosciuto.
Nel testo dell’atto parlamentare vengono evidenziati i rischi di manipolazione emotiva, sfruttamento economico e possibili danni psicologici, in particolare per persone fragili e soggetti vulnerabili. Al Governo viene chiesto se intenda rafforzare i controlli sulle piattaforme digitali, il sistema sanzionatorio e le iniziative di prevenzione ed educazione digitale, per arginare fenomeni che sfruttano dolore, fragilità e bisogno di conforto.