Femminicidio di Federica, il marito ha confessato

«L’ho uccisa per non perdere l’affidamento di mio figlio»

A cura di Redazione
21 gennaio 2026 21:00
Femminicidio di Federica, il marito ha confessato -
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Una confessione lunga e dettagliata, arrivata al termine di un interrogatorio durato oltre sei ore. Claudio Carlomagno ha ammesso davanti al gip di Civitavecchia di aver ucciso la moglie, Federica Torzullo, al culmine di una violenta lite scoppiata nella villetta di famiglia ad Anguillara Sabazia, alle porte di Roma.

«L’ho uccisa per non perdere l’affidamento di mio figlio», ha dichiarato l’uomo, spiegando che il confronto degenerato sarebbe nato proprio dalla disputa sulla gestione del bambino, nel contesto di una separazione già avviata. Secondo quanto riferito dall’indagato e confermato dall’autopsia, la donna sarebbe stata colpita con almeno 23 fendenti, inferti con un coltello trovato in casa.

L’interrogatorio e la dinamica del delitto

Nel corso dell’audizione davanti al giudice, Carlomagno ha fornito anche indicazioni utili per il ritrovamento dell’arma del delitto, che al momento non è stata ancora recuperata. La morte di Federica risalirebbe alle prime ore del 9 gennaio. L’uomo ha raccontato che il litigio sarebbe iniziato intorno alle 6.15 del mattino, mentre la donna si trovava in bagno, e sarebbe proseguito per circa 45 minuti.

Una colluttazione violenta durante la quale la vittima avrebbe tentato in tutti i modi di difendersi e sottrarsi all’aggressione, come emerso anche dagli esiti dell’esame autoptico. Il racconto dell’uomo, giunto dopo giorni di silenzio, non ha però convinto pienamente gli inquirenti, che non escludono il coinvolgimento di altre persone.

I dubbi della Procura

«Non siamo completamente soddisfatti della ricostruzione fornita», ha dichiarato il procuratore di Civitavecchia, Alberto Liguori. «Ci sono ancora delle zone d’ombra su cui intendiamo fare luce». Gli investigatori potrebbero tornare ad ascoltare alcuni testimoni per chiarire i punti ancora irrisolti.

Tra gli elementi più inquietanti emersi, la violenza dei colpi: il fendente mortale avrebbe raggiunto il lato sinistro del collo, colpendo zone vitali. Altri colpi sono stati inferti all’addome e al ventre, anche quando la donna era già priva di vita. Sul corpo sono state riscontrate anche ustioni, compatibili con un tentativo di dare fuoco al cadavere per renderne più difficile il riconoscimento.

L’occultamento del corpo

Dopo l’omicidio, secondo la versione fornita dall’indagato, Carlomagno avrebbe lasciato l’abitazione per raggiungere l’area in cui si trova la sede della sua azienda. Nei pressi di un canneto avrebbe scavato una fossa, senza l’aiuto di nessuno, nella quale ha seppellito il corpo della moglie, completamente nuda.

Il cadavere sarebbe stato gettato nella buca con l’ausilio di una scavatrice, provocando fratture da schiacciamento riscontrate successivamente. L’uomo ha inoltre ammesso di aver utilizzato il telefono della moglie per inviare alcuni messaggi alla madre di lei, prima di distruggere il cellulare e disfarsene.

La confessione è arrivata quando il quadro indiziario a suo carico era già considerato solido: tra gli elementi chiave, le immagini di una telecamera che avevano ripreso Federica mentre rientrava a casa l’8 gennaio, senza che ne uscisse più.

Rischio ergastolo

A Carlomagno viene contestato il reato di femminicidio, la nuova fattispecie introdotta lo scorso dicembre. In caso di condanna, la pena prevista è l’ergastolo.

«Il mio assistito è consapevole della gravità del crimine commesso», ha dichiarato il suo avvocato, Andrea Miroli. «Siamo di fronte a una tragedia che non avrebbe mai dovuto verificarsi. Carlomagno si rende conto di aver distrutto tre famiglie e di aver sottratto un figlio alla madre».

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