Ecco il Bonus pensionati 2026
Ecco cosa cambia davvero e a chi spettano gli aiuti
Il 2026 si apre con nuove sfide per milioni di pensionati italiani, alle prese con il caro vita ma anche con una serie di misure di sostegno pensate per alleggerire il peso delle spese quotidiane. Tra rivalutazione degli assegni legata all’inflazione, bonus una tantum e agevolazioni su tasse, sanità, trasporti e bollette, il sistema di aiuti agli anziani viene in parte rafforzato.
Orientarsi, però, non è semplice: soglie, requisiti e differenze territoriali rendono il quadro complesso. Ecco allora cosa cambia davvero nel 2026, quali misure sono confermate, quali le novità e chi potrà beneficiarne.
Pensioni rivalutate: torna l’adeguamento all’inflazione
Il primo intervento riguarda la rivalutazione degli assegni pensionistici. Dopo anni di correttivi e meccanismi parziali, nel 2026 torna il meccanismo automatico legato all’inflazione reale. Secondo le stime Istat, l’aumento dovrebbe attestarsi intorno al 2,6%.
L’incremento, però, non sarà uguale per tutti:
le pensioni più basse riceveranno la rivalutazione piena;
per gli assegni più alti l’aumento sarà progressivamente ridotto.
In concreto, chi percepisce una pensione modesta vedrà l’incremento applicato sull’intero importo, mentre chi ha redditi più elevati beneficerà di un adeguamento più contenuto.
Bonus una tantum contro il caro vita
Accanto alla rivalutazione ordinaria, è previsto anche un contributo straordinario legato all’inflazione, pensato per sostenere i pensionati più fragili. Si tratta di un bonus una tantum, destinato a chi vive con meno di 1.000 euro al mese e rientra in determinate soglie Isee.
L’obiettivo è compensare, almeno in parte, la perdita di potere d’acquisto accumulata negli ultimi anni, offrendo un aiuto immediato a chi fatica maggiormente ad affrontare l’aumento dei prezzi.
Meno Irpef e più detrazioni
La riforma dell’Irpef coinvolge anche le pensioni, soprattutto quelle di reddito medio-basso. Con l’accorpamento degli scaglioni e la revisione delle detrazioni:
molti pensionati con redditi tra 15.000 e 28.000 euro annui pagheranno meno tasse;
resta confermata la no tax area per i pensionati, più ampia rispetto a quella dei lavoratori.
Chi percepisce un assegno minimo continuerà quindi a non pagare l’Irpef, preservando integralmente la pensione. In alcune Regioni, inoltre, le addizionali locali vengono ridotte o azzerate per gli anziani più avanti con l’età o per chi ha una disabilità.
Bollette più leggere e trasporti agevolati
Anche nel 2026 viene confermato il bonus sociale su luce e gas, che scatta automaticamente per chi rientra nei limiti Isee. Per molti pensionati questo significa bollette più leggere ogni mese, senza dover presentare domanda.
Sul fronte della mobilità, le agevolazioni variano da territorio a territorio, ma il quadro resta complessivamente positivo. Numerosi Comuni e Regioni offrono:
abbonamenti scontati o gratuiti per over 65;
in alcune città, l’abbonamento annuale ai mezzi pubblici costa una cifra simbolica o è completamente gratuito.
Un aiuto concreto che consente di muoversi più facilmente senza pesare sul bilancio familiare.