Napoli, grande festa per i primi 2500 anni della città

Alba musicale e maratona culturale

A cura di Redazione
21 dicembre 2025 17:00
Napoli, grande festa per i primi 2500 anni della città -
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Napoli ha celebrato i 2500 anni dalla fondazione di Neapolis con una giornata simbolica e partecipata, capace di unire cittadini, turisti, artisti e istituzioni culturali. Il momento inaugurale si è svolto all’alba al Real Bosco di Capodimonte, dove centinaia di persone hanno accolto il sorgere del sole sul Belvedere, trasformato per l’occasione in un palcoscenico naturale.

Concerto all’alba a Capodimonte: musica e partecipazione

Arrivati quando il cielo era ancora scuro, i partecipanti hanno assistito a un concerto all’alba che ha segnato l’apertura ufficiale delle celebrazioni per Napoli 2500. Accanto ai prenotati, numerosi sportivi che frequentano quotidianamente il parco reale si sono uniti spontaneamente all’evento. L’esibizione di Matriarcanto, molto apprezzata dal pubblico, ha intrecciato musica colta e tradizione popolare, accompagnando le prime luci del giorno in un’atmosfera di festa collettiva.

“Buon compleanno Neapolis”: il cuore delle celebrazioni

Il concerto ha dato il via a “Buon compleanno Neapolis”, momento centrale del programma promosso dal Comune di Napoli per i 2500 anni della città. Il progetto, voluto dal sindaco Gaetano Manfredi, è stato coordinato dall’assessora al Turismo Teresa Armato e affidato alla direzione artistica di Laura Valente. Un percorso costruito nell’arco di un anno, che ha coinvolto pratiche artistiche, istituzioni culturali e comunità territoriali, attraversando luoghi iconici e quartieri diversi della città.

Eventi diffusi tra teatro, memoria e identità

La giornata è proseguita con una fitta rete di appuntamenti diffusi, dai teatri storici agli spazi di produzione culturale, dal centro storico fino a Bagnoli. Tappa fondamentale è stata il Teatro San Ferdinando, dove è stata inaugurata la mostra “Frammenti di una vita per il teatro. Paolo Grassi e Eduardo De Filippo tra Sud e Nord”, a cura di Francesca Grassi.

L’esposizione, coprodotta dalla Fondazione Paolo Grassi, dal Comune di Napoli – Napoli 2500 e da importanti istituzioni teatrali cittadine, racconta il dialogo umano e artistico tra due protagonisti assoluti del Novecento teatrale attraverso fotografie, documenti, video e un carteggio inedito. Numeroso il pubblico presente, che ha assistito anche alla performance di Antonello Cossia.

Capodimonte tra spettacolo e nuove visioni

A Capodimonte si sono svolti anche due importanti momenti performativi. Il primo è stato “In nome della madre per Napoli 2500” di Erri De Luca, con la regia di Gianluca Barbadori e l’interpretazione di Galatea Ranzi. Il secondo, Napoli millenaria, è una creazione originale di Yaman Okur che unisce danza, musica e immagini, con il dj set Barock di Salvio Vassallo e il coinvolgimento dei giovani rapper del laboratorio “La Costituzione siamo noi”, progetto ideato da Laura Valente e curato per la parte attoriale da Francesco Di Leva.

Una città che celebra il passato guardando al futuro

Le celebrazioni per i 2500 anni di Napoli si confermano così non solo come un omaggio alla storia millenaria della città, ma anche come un laboratorio culturale aperto, capace di connettere memoria, linguaggi contemporanei e nuove generazioni. Un racconto corale che restituisce l’immagine di una Napoli viva, partecipata e in continuo dialogo con il proprio futuro.

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