Ecco cosa c'è sul libro delle medie: "Banda dei Rolex da Napoli"
Scoppia la bufera sui social
È scoppiata una polemica sui social network per un brano contenuto in un libro di testo destinato alle scuole medie, nel quale si fa riferimento alla cosiddetta “Banda dei Rolex in trasferta da Napoli”. Il caso ha rapidamente acceso il dibattito online, sollevando interrogativi sul linguaggio utilizzato nei materiali scolastici e sul rischio di stereotipi territoriali.
La vicenda è emersa dopo che una foto della pagina incriminata è stata pubblicata sulla pagina Facebook del deputato Francesco Emilio Borrelli. A segnalare l’episodio è stato un utente, che ha scritto: «Deputato, allego una foto di un libro di testo. Questo è quello che insegnano nelle scuole medie italiane», dando il via a centinaia di commenti e reazioni.
Il contenuto del brano finito sotto accusa
Il testo è inserito nella sezione di “lettura guidata” ed è utilizzato come esercizio di cronaca basato sul metodo delle 5W + 1H (chi, che cosa, dove, quando, perché e come). Il brano racconta l’arresto, avvenuto a Firenze, di tre rapinatori provenienti da Napoli, specializzati nel furto di orologi di lusso.
Dal punto di vista didattico, l’obiettivo è quello di insegnare agli studenti come si struttura una notizia giornalistica. Tuttavia, il riferimento esplicito alla provenienza geografica dei responsabili è diventato il fulcro della contestazione.
Il nodo degli stereotipi territoriali
Secondo molti commentatori, il problema non riguarda il fatto di cronaca in sé, quanto piuttosto il modo in cui viene presentato in un contesto scolastico. L’associazione diretta tra criminalità e origine geografica, in particolare quando si parla di Napoli, viene giudicata da alcuni come una narrazione che rischia di rafforzare pregiudizi e generalizzazioni negative, soprattutto tra studenti molto giovani.
Altri utenti, invece, difendono il contenuto del libro, sostenendo che si tratti semplicemente di un esercizio di cronaca basato su fatti reali e che censurare riferimenti oggettivi potrebbe snaturare l’insegnamento del linguaggio giornalistico.
Il dibattito sul ruolo della scuola
Il caso riapre una riflessione più ampia sul ruolo dei libri di testo e sulla responsabilità educativa della scuola, chiamata non solo a trasmettere competenze linguistiche e informative, ma anche a promuovere un uso consapevole delle parole.