La temperatura del mare a Napoli supera i 30 gradi

Flora e fauna presenti nell’area protetta si trovano a dover affrontare condizioni termiche differenti rispetto a quelle abitual

A cura di Redazione
24 agosto 2026 20:00
La temperatura del mare a Napoli supera i 30 gradi -
Condividi

Il mare della costa partenopea continua a mantenere temperature eccezionalmente elevate. Nell’area marina protetta del Parco Sommerso di Gaiola, i tecnici hanno rilevato ancora una volta valori superiori ai 30 gradi per la temperatura superficiale dell’acqua, nell’ambito delle attività ordinarie di monitoraggio dei parametri fisici della colonna d’acqua. A destare attenzione non è soltanto il dato registrato, ma soprattutto la persistenza dell’anomalia termica. Il calore accumulato dal mare, infatti, continua a essere trattenuto senza che si osservino significativi segnali di raffreddamento.

Un fenomeno che preoccupa per la sua durata

Le temperature elevate possono rappresentare una fonte di stress per gli ecosistemi marini, soprattutto quando il fenomeno si protrae nel tempo. Flora e fauna presenti nell’area protetta si trovano a dover affrontare condizioni termiche differenti rispetto a quelle abituali.

«È un dato estremamente critico – spiegano i responsabili del Parco – perché un’anomalia termica così prolungata rischia di alterare gli equilibri ecologici e causare fenomeni di sofferenza o moria per i diversi organismi marini situati nei primi metri di profondità».

Il rischio, dunque, non sarebbe legato esclusivamente al raggiungimento di una temperatura particolarmente alta, ma alla possibilità che il mare continui a conservarla per un periodo prolungato.

Il monitoraggio della Gaiola

La rilevazione rientra nelle attività di controllo che vengono effettuate nell’area marina protetta per seguire l’evoluzione delle condizioni dell’ambiente marino e raccogliere dati sui parametri della colonna d’acqua.

Il monitoraggio consente di osservare nel tempo eventuali variazioni e anomalie e di verificare le conseguenze delle temperature sul delicato equilibrio dell’ecosistema.

Il dato registrato alla Gaiola rappresenta quindi anche un ulteriore elemento di osservazione degli effetti del riscaldamento del Mediterraneo. Gli esperti continueranno a seguire l’andamento delle temperature per valutare l’evoluzione della situazione e l’eventuale comparsa di segnali di sofferenza tra gli organismi presenti nell’area protetta.

Segui il Fatto Vesuviano