Dal Monaldi un milione e mezzo di risarcimento alla famiglia del piccolo Domenico

Sulla vicenda è ancora aperto un procedimento penale che coinvolge sette specialisti dell'équipe di cardiochirurgia pediatrica

A cura di Redazione
06 agosto 2026 07:00
Dal Monaldi un milione e mezzo di risarcimento alla famiglia del piccolo Domenico -
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Si chiude sul piano civile, ma non su quello giudiziario, la dolorosa vicenda del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di appena due anni morto dopo un trapianto di cuore eseguito all'ospedale Monaldi di Napoli. La famiglia e l'Azienda Ospedaliera dei Colli hanno raggiunto un accordo risarcitorio in sede stragiudiziale, evitando così un lungo contenzioso civile.L'importo esatto resta coperto da una clausola di riservatezza sottoscritta da entrambe le parti, ma secondo quanto emerge la somma riconosciuta ai familiari sarebbe compresa tra un milione e un milione e mezzo di euro, in linea con i criteri utilizzati dalla giurisprudenza italiana per il risarcimento dei danni da perdita del rapporto parentale.La tragedia di Domenico aveva profondamente colpito l'opinione pubblica. Il bambino era stato ricoverato per una grave malformazione cardiaca e successivamente sottoposto a un delicato trapianto. Secondo l'ipotesi investigativa, il cuore destinato all'intervento sarebbe stato conservato in modo non corretto, circostanza che avrebbe compromesso l'esito dell'operazione. Dopo settimane di ricovero e una lunga agonia, il piccolo morì lasciando una famiglia devastata dal dolore.Sulla vicenda è ancora aperto un procedimento penale che coinvolge sette specialisti dell'équipe di cardiochirurgia pediatrica. Parallelamente, la Regione Campania intervenne con provvedimenti straordinari nei confronti del reparto interessato, disponendo una profonda riorganizzazione della struttura.L'accordo economico è stato definito dopo le valutazioni del Comitato sinistri dell'Azienda Ospedaliera dei Colli, che ha esaminato gli aspetti tecnici e giuridici del caso prima di formulare la proposta conciliativa. Per la famiglia Caliendo-Mercolino la trattativa è stata seguita dall'avvocato Francesco Petruzzi, mentre l'Azienda è stata assistita dai legali Raffaella Di Nardo e Arturo Testa.Secondo il legale della famiglia, la scelta di accettare la conciliazione nasce soprattutto dalla volontà di evitare ai genitori un ulteriore percorso processuale. «Siamo pienamente soddisfatti dell'accordo – ha spiegato l'avvocato Petruzzi – perché permette alla famiglia di non affrontare anche il giudizio civile e di concentrarsi esclusivamente sull'accertamento delle responsabilità penali».L'importo del risarcimento sarebbe stato calcolato facendo riferimento alle tabelle elaborate dal Tribunale di Milano, utilizzate a livello nazionale per la liquidazione dei danni non patrimoniali. Nel caso di Domenico avrebbero inciso diversi elementi: la giovanissima età della vittima, il forte legame con i genitori, la convivenza familiare e soprattutto la lunga sofferenza affrontata dal bambino e dai suoi familiari durante i mesi di ricovero.Tra gli aspetti presi in considerazione potrebbe aver avuto un peso anche la contestazione, formulata nell'ambito dell'inchiesta penale, relativa alla presunta alterazione della documentazione clinica, circostanza che avrebbe aggravato il danno morale subito dalla famiglia.Il risarcimento riguarda complessivamente sei familiari: i genitori del bambino, i due fratelli minori e i due nonni. La richiesta inizialmente avanzata dalla famiglia era pari a tre milioni di euro.L'intesa raggiunta non chiude però definitivamente la vicenda. Resta infatti aperto il procedimento penale, nel quale i magistrati dovranno accertare eventuali responsabilità personali dei componenti dell'équipe medica coinvolta nel trapianto. L'Azienda Ospedaliera dei Colli conserva inoltre la facoltà di esercitare eventuali azioni di rivalsa nei confronti di chi dovesse essere ritenuto responsabile al termine del processo.Per i genitori di Domenico, il risarcimento rappresenta un riconoscimento del danno subito, ma non potrà mai colmare la perdita del figlio. L'obiettivo dichiarato della famiglia resta quello di ottenere piena chiarezza su quanto accaduto e l'accertamento delle responsabilità individuali davanti alla giustizia penale.

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