Al timone della barca con i piedi, il video finisce sul web

L'Amp aveva segnalato il comportamento alle autorità già nei giorni scorsi, prima ancora che il filmato iniziasse a circolare sui social

A cura di Redazione
11 agosto 2026 12:00
Al timone della barca con i piedi, il video finisce sul web -
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Un motoscafo sfreccia a pochi metri dalla costa mentre chi lo conduce sembra guidarlo in modo del tutto inconsueto, con i piedi. È la scena ripresa in un video diventato virale sui social e finita all'attenzione dell'Area Marina Protetta di Punta Campanella, che ha già trasmesso le immagini alla Capitaneria di porto per gli accertamenti del caso.L'episodio sarebbe avvenuto nelle acque di Punta Campanella, una zona particolarmente delicata anche per la presenza di attività subacquee autorizzate. La distanza ridotta dalla costa e la velocità dell'imbarcazione hanno fatto scattare l'allarme per i possibili rischi legati alla sicurezza della navigazione.L'Amp aveva segnalato il comportamento alle autorità già nei giorni scorsi, prima ancora che il filmato iniziasse a circolare sui social. Spetterà ora agli organi competenti verificare quanto accaduto, ricostruire le circostanze della navigazione e valutare eventuali violazioni delle norme.A intervenire sulla vicenda è stata Carolina Mazzella, presidente dell'Area Marina Protetta di Punta Campanella, che ha definito il comportamento mostrato nel video «inaccettabile» e incompatibile con il rispetto delle regole di navigazione e della sicurezza in mare.Il problema, secondo l'Amp, non riguarda soltanto il modo in cui l'imbarcazione viene condotta, ma soprattutto il contesto nel quale si verifica l'episodio. In quelle acque possono infatti essere presenti subacquei e altri diportisti, rendendo particolarmente importante il rispetto delle distanze e delle procedure di sicurezza.Da qui l'appello a rafforzare la formazione di chi utilizza le imbarcazioni. Per l'Area Marina Protetta, conseguire una patente nautica non dovrebbe rappresentare soltanto il raggiungimento di un'abilitazione tecnica, ma anche l'inizio di un percorso di consapevolezza sulle responsabilità legate alla navigazione.Tra le proposte avanzate c'è l'introduzione di una formazione specifica dedicata all'educazione ambientale, alla corretta navigazione nelle aree protette, alla tutela degli ecosistemi e alla sicurezza durante la presenza di sommozzatori.Un'attenzione particolare viene rivolta anche agli operatori professionali del settore nautico. Secondo l'Amp, chi lavora quotidianamente in mare dovrebbe essere il primo a contribuire alla sua tutela, evitando comportamenti che possano mettere in pericolo le persone o compromettere l'ambiente.La vicenda riporta così al centro il tema della sicurezza nelle acque dell'area protetta. L'obiettivo indicato dall'Amp è intervenire prima che un comportamento imprudente possa trasformarsi in un incidente, puntando sulla prevenzione e sulla conoscenza delle regole.«Il mare non è una pista e non può diventare un palcoscenico per esibizioni sui social»: è questo, in sintesi, il messaggio lanciato dall'Area Marina Protetta, che si è detta disponibile a collaborare con istituzioni, autorità marittime, operatori e associazioni per promuovere una maggiore cultura del rispetto e della sicurezza in mare.

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