Uccide il fratello minore, poi videochiama la mamma e mostra il corpo

Le indagini proseguono per chiarire nel dettaglio le cause della lite e ricostruire con precisione la dinamica dei fatti

A cura di Redazione
02 maggio 2026 08:30
Uccide il fratello minore, poi videochiama la mamma e mostra il corpo -
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Subito dopo aver colpito mortalmente il fratello, ha impugnato il telefono e ha avviato una videochiamata con i familiari in Bangladesh, mostrando loro la scena del delitto: il corpo a terra e il coltello ancora tra le mani. È uno degli elementi più sconvolgenti emersi dalle indagini sull’omicidio avvenuto il 30 aprile a Tricase. A perdere la vita è stato Shekh Md Noyan, 28 anni, mentre il presunto autore è il fratello maggiore, Sheikh Md Humaun, 33 anni. I carabinieri sono intervenuti in via Cadorna poco dopo le 17.30, bloccando l’uomo sul posto: visibilmente sotto shock, avrebbe confessato quasi subito quanto accaduto.

Secondo le prime ricostruzioni, alla base della tragedia ci sarebbe stata una lite tra i due, avvenuta all’interno dell’abitazione che condividevano insieme a un altro connazionale, testimone diretto della scena e primo a lanciare l’allarme. Durante la videochiamata, poi diffusa su alcuni siti di informazione bengalesi, l’uomo avrebbe raccontato ai parenti di aver ucciso il fratello, ripetendo più volte la parola “bahi”, che in bengalese significa proprio “fratello”. Dall’altra parte, qualcuno lo avrebbe esortato a contattare subito i soccorsi.

L’esame medico-legale preliminare, eseguito presso l’ospedale Vito Fazzi, ha rilevato tre ferite da arma da taglio: una di queste, inferta nella zona lombare, è risultata fatale.

Entrambi lavoravano nello stesso bar nella zona portuale e, secondo quanto riferito da chi li conosceva, erano ben integrati nella comunità locale. Il più giovane era inserito dal 2023 nel sistema di accoglienza Sai del Comune, mentre il fratello maggiore viveva in Salento dall’anno precedente. Parte dei loro guadagni veniva regolarmente inviata alla famiglia rimasta in patria.

Le indagini, coordinate dalla Procura, proseguono per chiarire nel dettaglio le cause della lite e ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.

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