Trasferiti i quattro sanitari dei video dello scandalo

Il riassetto ha coinvolto anche la gestione del personale

A cura di Redazione
28 aprile 2026 08:30
Trasferiti i quattro sanitari dei video dello scandalo -
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Il caso dei video girati e diffusi all’interno dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona segna una prima svolta sul piano interno, ma resta ancora lontano da una conclusione definitiva.

Trasferimenti temporanei

La direzione dell’ospedale ha disposto il trasferimento di quattro operatori sanitari – tre infermieri e un operatore socio-sanitario – coinvolti nella vicenda. Si tratta però di un provvedimento non disciplinare, ma cautelativo: una misura organizzativa temporanea per consentire lo svolgimento delle indagini interne senza interferenze.

L’obiettivo è duplice:

tutelare la serenità del Pronto Soccorso

garantire che l’istruttoria si svolga in modo imparziale

L’azienda ha chiarito di non voler anticipare giudizi, sottolineando che eventuali responsabilità saranno accertate solo al termine delle verifiche.

Cambiamenti anche ai vertici

Il riassetto ha coinvolto anche la gestione del personale. È stata infatti trasferita la coordinatrice infermieristica del Pronto Soccorso, ma in questo caso la decisione viene collegata a motivi tecnici legati al nuovo contratto nazionale e non direttamente allo scandalo.

Si tratta, secondo la direzione, di un riallineamento organizzativo: la responsabile ricopriva un incarico temporaneo e ora è rientrata nel reparto di appartenenza.

Cosa si sta verificando

Al centro dell’indagine restano i video circolati online, che avrebbero mostrato scene interne al reparto. Gli accertamenti puntano a capire se siano state violate:

le norme sulla privacy dei pazienti

il codice di comportamento dei dipendenti pubblici

eventuali protocolli sanitari

Una vicenda ancora aperta

Per ora, i trasferimenti servono a “raffreddare” il clima e a proteggere sia i pazienti sia il personale. Solo al termine dell’istruttoria si deciderà:

se adottare sanzioni disciplinari

oppure se consentire il rientro degli operatori nei ruoli originari

Nel frattempo, il Ruggi cerca di contenere l’impatto reputazionale della vicenda, ribadendo che si tratta di un episodio isolato rispetto al lavoro quotidiano della maggior parte del personale sanitario.

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